È morto Carlo Petrini. Il fondatore di Slow Food si è spento nella tarda serata di ieri a Bra, in provincia di Cuneo, la città dove era nato nel 1949.
Da tempo malato, Petrini ha dedicato l’intera esistenza alla rivoluzione del sistema alimentare globale, lasciando un’eredità che la sua comunità si impegna ora a portare avanti. «Se penso a quando non ci sarò più? Sì, ma spero di aver gettato le basi perché il lavoro continui», aveva dichiarato al Corriere della Sera in una delle sue ultime interviste.
Noto a tutti come “Carlin“, Petrini è stato gastronomo, giornalista, scrittore e, soprattutto, l’ideatore di un modello di agricoltura sostenibile fondato sulla sovranità alimentare e sulla tutela della biodiversità.
Nel 1986 ha dato vita a Slow Food per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutti. Successivamente ha fondato Terra Madre, la rete mondiale che unisce contadini, pastori, pescatori, cuochi, accademici e consumatori.
Tra i suoi più grandi successi figurano anche la nascita dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo focalizzata sugli studi interdisciplinari sul cibo, e la creazione delle Comunità Laudato Sì, circa 80 realtà territoriali nate in sintonia con l’omonima Enciclica di papa Francesco.
Proprio la prefazione a quest’ultima, edita da Edizioni San Paolo, rappresenta la prima volta in cui un testo papale viene introdotto da un laico non credente.
Di umili origini, Petrini ha abbandonato gli studi di Sociologia a Trento a soli quattro esami dalla laurea, per poi ricevere nel corso della vita numerose lauree honoris causa e riconoscimenti globali. Nel 2004 la rivista Time lo ha nominato “Eroe europeo“, mentre nel 2008 il quotidiano britannico The Guardian lo ha inserito, come unico italiano, tra le 50 persone in grado di salvare il pianeta.
I suoi interventi hanno raggiunto i tavoli internazionali più prestigiosi, dal Forum Permanente delle Nazioni unite sui popoli indigeni a New York nel 2012, fino alla Conferenza Onu Rio+20 in Brasile.
Il programma delle Nazioni unite per l’Ambiente lo ha insignito del premio “Champion of the Earth 2013” e, nel 2016, è stato nominato ambasciatore speciale Fao per il programma Fame zero in Europa. Nel 2019 ha partecipato in Vaticano al sinodo sull’Amazzonia, su invito personale di papa Francesco, del quale era amico stimato, così come di Re Carlo d’Inghilterra.
La sua figura ha attraversato in modo trasversale anche la politica italiana. Nel 2007 è stato tra i 45 membri del comitato promotore del Partito democratico, pur mantenendo saldi legami di amicizia e collaborazione con esponenti del centrodestra, tra cui l’ex presidente della Regione Piemonte Enzo Ghigo, attuale membro del consiglio di amministrazione dell’Università di Pollenzo.
