Aran e sindacati del pubblico impiego hanno raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto delle Funzioni centrali, comparto che interessa circa 200mila lavoratori, per il triennio 2025/27. L’intesa prevede aumenti lordi a regime nel 2027 che vanno dai 126,60 euro dell’area operatori ai 221 euro per l’area delle elevate professionalità per una media del tabellare di 160,65 euro e un incremento medio ponderato per il comparto di 162 euro. L’intesa è stata firmata anche dalla Fp-Cgil che non aveva condiviso il rinnovo della tornata precedente. Ha deciso di non firmare solo l’Usb.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo e dai leader sindacali. In particolare è stata sottolineata l’importanza di firmare il contratto nel periodo di vigenza e il fatto che gli incrementi superino l’attuale inflazione proseguendo nel recupero di quanto perso nel periodo post pandemia.
L’aumento sarà erogato in tre tranche con una prima che parte il 1 gennaio 2025, una seconda il primo gennaio 2026 e la terza il 1 gennaio 2027. Sono quindi previsti arretrati. Il primo gennaio 2027 gli operatori riceveranno un incremento complessivo mensile della retribuzione tabellare di 126,60 euro, gli assistenti di 133,20 euro, i funzionari di 161,80 euro e le elevate professionalità di 221 euro. Ci sarà – sottolineano i sindacati – la verifica del possibile scostamento tra incrementi contrattuali e inflazione che si andrà a registrare per individuare ulteriori risorse a tutela dei salari. Ci sono novità per le ferie con l’equiparazione del numero di giornate per il personale neoassunto a quelle dei colleghi con maggiore anzianità, nonché il pagamento delle indennità di turno durante i periodi di ferie». Ma novità sono state introdotte anche sulla pausa con la possibilità di ridurla su base volontaria da 30 a 10 minuti e di spostarla a fine turno e sull’intelligenza artificiale con garanzie di informazione e formazione per i dipendenti. Ci sono poi maggiori tutele per il lavoro agile, il miglioramento della disciplina degli istituti di conciliazione (congedi, flessibilità oraria e ferie solidali) e lo sblocco del tetto al buono pasto.
«Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, sottolinea Zangrillo – un contratto del comparto Funzioni Centrali viene firmato dentro il triennio di competenza. È un segnale concreto che la pubblica amministrazione può funzionare in modo moderno ed efficiente, rispettando le regole e i tempi che essa stessa si è data. Un rinnovo che coinvolge – sottolinea il ministro – oltre 200mila lavoratrici e lavoratori pubblici e che garantisce aumenti medi del 5,4%».
