Il caso giudiziario che vede coinvolto l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro registra un nuovo snodo procedurale all’interno della Giunta per le Autorizzazioni della Camera: il presidente dell’organismo parlamentare, Devis Dori, ha infatti disposto l’accesso per tutti i componenti della giunta alla documentazione e alle chat trasmesse dalla Procura di Roma. La decisione è giunta al termine di un confronto interno nel quale l’orientamento della maggioranza era di parere contrario: «La maggioranza non vuole consentire l’accesso alla documentazione e alle chat inviate dalla Procura di Roma: io invece ho il dovere, come Presidente, di tutelare il diritto di tutti i membri giunta di poter prendere visione della documentazione per avere un quadro completo. Non c’è motivo perché la giunta inibisca a se stessa tale accesso, pur entro gli usuali limiti di divulgabilità: pertanto darò agli uffici, avendo anche vari precedenti, il via libera alla visione della documentazione a partire da domani mattina per consentire di organizzare la visione con criteri di non divulgazione», ha dichiarato Dori.
In merito al contenuto della missiva inviata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi al presidente della Camera Lorenzo Fontana, Dori ha chiarito che l’esigenza dell’autorità giudiziaria riguarda l’accertamento del materiale acquisito: «Di fatto il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ha bisogno di verificare la corrispondenza tra quanto depositato dalla difesa di Caroccia e il dispositivo sequestrato: se c’è perfetta coincidenza o manca qualcosa». L’iter della giunta proseguirà a breve con una nuova convocazione feriale: «Tra lunedì e martedì, più probabilmente lunedì, faremo una seduta della giunta per le autorizzazioni, con votazioni, sulla base della richiesta del procuratore Lo Voi per decidere se serva un’ulteriore integrazione istruttoria in giunta o si va in Aula: ci sarà la proposta del relatore di maggioranza Pittalis e due annunciate proposte di minoranza», ha precisato il presidente Dori.
Parallelamente, sul fronte legale dell’inchiesta “Bisteccheria d’Italia”, la difesa di Mauro Caroccia e della figlia Miriam ha intrapreso nuove iniziative nei confronti degli inquirenti. L’avvocato Fabrizio Gallo ha reso noto di aver depositato ulteriore materiale e di aver avanzato una specifica istanza di natura costituzionale: «In linea con il Procuratore di Roma Lo Voi, ho depositato agli inquirenti tutta una nuova serie di messaggi con altri soggetti provenienti da altre chat: e ho chiesto al Procuratore di sollecitare al Gip di sollevare una questione di legittimità costituzionale per evitare che una decisione di mancata autorizzazione da parte della Camera possa comprimere il diritto di Difesa rispetto alla tutela della riservatezza di un parlamentare, allo stato non prioritaria rispetto alla tutela della difesa che la Costituzione sancisce per ogni semplice cittadino». Attraverso il medesimo atto, il legale ha contestualmente richiesto al pubblico ministero di valutare la richiesta di archiviazione per Miriam Caroccia, sottolineandone la completa estraneità rispetto alle condotte contestate al padre.
