A quasi 15 anni dalla morte di Martina Rossi arriva una nuova decisione giudiziaria sul caso della studentessa genovese precipitata dal balcone di un hotel di Palma di Maiorca il 3 agosto 2011 mentre, secondo la ricostruzione definitiva della giustizia penale, tentava di sfuggire a una violenza sessuale. Il tribunale civile di Arezzo ha condannato Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi a risarcire i genitori della giovane con oltre un milione di euro complessivi.
La sentenza del giudice Fabrizio Pieschi stabilisce un risarcimento di 489.836 euro per la madre Franca Murialdo e di 457.563 euro per il padre Bruno Rossi. A queste somme si aggiungono altri 74.531 euro riconosciuti congiuntamente ai due genitori per i danni patrimoniali e legati alla tentata violenza sessuale. Albertoni e Vanneschi erano stati condannati in via definitiva a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale ai danni di Martina Rossi. Nel procedimento civile il giudice ha evidenziato che, pur essendo prescritto in sede penale il reato di “morte come conseguenza di altro delitto”, resta accertato secondo il criterio civilistico del “più probabile che non” il collegamento tra il tentativo di violenza e la caduta della giovane dal balcone dell’hotel.
«Questa sentenza è la naturale conseguenza della condanna penale», ha commentato il padre di Martina, Bruno Rossi. «La nostra punizione però non finisce mai», ha aggiunto, ricordando che finora i due condannati «non si sono mai fatti vivi, non hanno mai chiesto scusa» e hanno versato soltanto mille euro nel fondo dedicato alla memoria della figlia
