Secondo un sondaggio c’è stato il sorpasso: Vannacci ha superato Salvini. Sia pure dello 0,1 per cento, ma lo ha superato: 5,9 contro 5,8. Se Vannacci non avesse creato Futuro Nazionale e fosse rimasto nella Lega, il partito di Salvini oggi conterebbe l’11,7 per cento.
Questo dimostra che Vannacci non prende voti (o intenzioni di voto) solo dalla Lega, ma anche altrove. È in grado di raccogliere quel dissenso generalizzato presente in qualsiasi zona grigia della politica italiana, di destra e di sinistra, che solo Bossi, ai suoi tempi, riusciva ad attrarre, nonostante il suo limite di leggere ogni cosa in chiave «lumbard», regola sdoganata da Salvini. Ed è in grado probabilmente – Vannacci – di svegliare dal sonno profondo anche un po’ di astensionisti.
Dissidenti ed astenuti sono due categorie che alla destra farebbero molto comodo in chiave elettorale. E se quel sondaggio fosse vero, Vannacci sarebbe determinante per il successo della Meloni. Per questo si fa fatica a capire perché il centrodestra abbia preso le distanze da Vannacci e in taluni casi, come a Brindisi, lo reputi un inquinatore da tenere lontano, isolandolo.
Il centrodestra commette spesso errori di valutazione. Nel 2005 rifiutò l’aiuto dell’ex democristiano Mongiello, che aveva in dote almeno 30-40mila voti, e consentì a Vendola di prendersi la Regione per 14mila voti! Basterà la nuova (eventuale) legge elettorale a salvarlo da questi errori?
