Un sondaggio di qualche giorno fa mette alla pari, 5,3%, Salvini e Vannacci, Lega e Futuro Nazionale. Sono solo sondaggi, dicono dalla Lega, lasciano il tempo che trovano.
Certo, se ci riferiamo al referendum ed alle comunali di Venezia, i sondaggi, meglio lasciarli stare. Ormai non misurano più la realtà, ma la producono. Sommando figuracce. Peraltro, se si pensa che quel sondaggio ha un margine di errore del 2,8%, è legittimo poter prevedere un Vannacci fermo al 2,5%. Ma è altrettanto legittimo pensarlo all’8,1%, cioè dalle parti di Forza Italia.
Restando nel campo delle probabilità, è molto probabile che alla Lega, e non solo, diano per certo il margine di errore al ribasso, e per questo non si preoccupino del pericolo del futuro competitor elettorale. E sbagliano alla grande, perché bastava affacciarsi all’assemblea costitutiva del movimento, svoltasi qualche giorno fa a Roma, per rendersi conto che i sondaggi sbagliano.
A parte i transfughi del centrodestra, Lega soprattutto, attorno al generale si sta raccogliendo non solo un consenso incazzato, ma anche una classe dirigente fatta di imprenditori, amministratori e cittadini comuni, il corpo giusto per creare interessanti numeri elettorali. E se Meloni non la smetterà di litigare Vannacci sarà una spina nel fianco che le procurerà molti dolori, facendole rischiare Palazzo Chigi.
