Matteo Salvini è il solo, fra i politici italiani, che ha ancora qualche parola di apprezzamento per Trump. Ma anche lui si è accorto che qualcosa non va, tanto da ritenere che il presidente Usa stia attraversando “un momento complicato”.
Il guaio è che di momenti complicati Trump ne sta facendo vivere, uno dietro l’altro, a tutti noi, con conseguenze che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare.
Sarebbe perciò apprezzabile se Salvini, il solo italiano a poterlo fare, riuscisse a far arrivare a Trump almeno l’eco del malessere e della disapprovazione che pervade il mondo intero, e noi italiani, nei suoi confronti, e riuscisse a calmarlo un po’.
Farebbe un bene anche al suo partito, la Lega, dove, a cominciare da Zaia, cresce il malumore nei confronti di Trump, e qualcuno inizia a chiedere di prenderne le distanze. Zaia è stato chiaro: Usa ed Occidente non si toccano, ma Trump va neutralizzato.
D’altra parte, un presidente-uomo che si crede Dio e si promuove come tale senza farsi venire nemmeno il sospetto di star esagerando, che considerazione più può avere da parte di qualsiasi normale cittadino del mondo? E il mondo può starsene a guardarlo sbigottito senza avere alcun desiderio di reazione? È un discorso che andrebbe fatto anzitutto agli americani. Che alla fine capirebbero. Come hanno già fatto, in attesa di Salvini, Meloni e Zaia.








