Sul piano turistico, sembrava dovesse essere un anno nero, vista la crisi energetica che avrebbe potuto far rimanere a terra molti aerei, e invece a metà percorso dobbiamo salutare l’ennesimo boom.
L’Italia viene preferita a Spagna e Grecia, e fino a giugno ha fatto registrare un +4,43% di visitatori. La Puglia è la quinta regione italiana per incremento con +7,32, di cui due terzi derivanti dal contributo di ospiti stranieri. Tanto di cappello alla Calabria, che si afferma come nostro concorrente diretto, facendo registrare un +10,54.
Hanno ripreso quota regioni che avevano sofferto negli ultimi anni, come Umbria (+9,7) e Sardegna (+8,24) mentre è incoraggiante il +3 per cento conseguito dalla Basilicata, addirittura superiore al dato di Campania (+2,44) e Sicilia (+2,82).
Fino a due anni fa, la Puglia era la sola regione italiana che cresceva a livello turistico. Adesso l’intera nazione sembra essersi risvegliata. Ma c’è un elemento da tener presente.
La crescita del sistema è dovuta a ragioni economiche. Una vacanza in Italia costa meno che altrove. Sotto questo aspetto, la Puglia deve fare molta attenzione. Non solo a non farsi accecare dalle opportunità di guadagno che può offrire il turismo ricco, ma a non farsi trascinare nelle sacche di quel turismo popolano che regala numeri, ma è come le sabbie mobili.
