Ogni città si giudica dalla sua igiene. Napoli è un’eccezione, ma tutte le altre, compresa Bari, se non sono pulite non lasciano un buon ricordo.
Roma, ad esempio, sarebbe meravigliosa se le sue strade fossero meno piene di rifiuti all’aperto. Bari, spesso, è nelle stesse condizioni, in centro e in periferia.
Ad agosto scorso, il Comune fece installare ben 60 telecamere in 16 siti scelti fra quelli maggiormente intasati di rifiuti abbandonati. Otto mesi dopo, il primo bilancio: registrati 2800 abbandoni illegali, 12 al giorno, la maggior parte dei quali sanzionati. Ma, purtroppo, non basta, perché il deposito illecito anche nelle zone frequentate da turisti non si ferma. E d’estate, purtroppo, aumenta.
Sicché dal 1 giugno, Leccese ha deciso di passare nuovamente all’attacco, inasprendo controlli e sanzioni. Chi verrà scoperto a lasciare rifiuti, dove e quando non può, rischierà una multa di mille euro. E per i locali, le sanzioni arriveranno fino alla chiusura temporanea. Ben fatto. Tuttavia, il fenomeno non si potrà debellare solo con le multe.
Il Comune dovrebbe avviare una campagna di sensibilizzazione nelle aree maggiormente interessate, e creare una cultura diversa nelle giovani generazioni, tenendo corsi e lezioni in tutte le scuole primarie. Rafforzare il servizio di raccolta e curare la pulizia dei cassonetti. La battaglia si può vincere solo con le armi giuste.
