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Il fatto di Enzo Magistà, buco nella sanità pugliese: il peso dell’eredità

Il fatto di Enzo Magistà, buco nella sanità pugliese: il peso dell’eredità

Non vedeva l’ora il centrodestra pugliese che Decaro aumentasse le tasse regionali per sanare il deficit della spesa sanitaria. Adesso, evviva, ha un argomento da sfruttare per una campagna elettorale cominciata troppo in anticipo.

Le tasse non fanno esultare nessuno, ma sono necessarie. Nel caso della sanità pugliese serviranno a coprire una parte del disavanzo complessivo (349 milioni) con un carico sui cittadini di 240 milioni.

Decaro ha fatto il possibile per ridurre il peso della manovra sui cittadini, molto più di quanto avrebbe dovuto e potuto fare il Governo. Roma, infatti, dichiara un incremento nel 2025 dei costi della sanità pari al 3,6%. Il bilancio della sanità pugliese è di 9 miliardi, l’incremento certificato dal Governo è, quindi, di 324 milioni.

A fronte di ciò, da Roma è arrivato solo l’1,09% in più, cioè appena 98 milioni, per lo più con destinazione vincolata, quindi in gran parte inutilizzabili per coprire il deficit.

Si può discutere su come si sia creato il deficit e si può anche dare la caccia ai responsabili. Il centrodestra dovrebbe fare questa interessante e documentata ricerca per essere credibile, non attaccare Decaro, che in tutto questo non c’entra niente.

Il cosiddetto buco non l’ha creato lui, se l’è trovato. Però sapeva di doverlo fronteggiare, e forse ha sbagliato a non dirlo in campagna elettorale. Lo ha fatto il centrodestra. Con quale risultato? Una sonora bocciatura.