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Il fatto di Enzo Magistà, i conti alla sanità

Il fatto di Enzo Magistà, i conti alla sanità

Com’era previsto, la Corte dei Conti ha trovato da ridire sui costi della sanità pugliese, anche se dal punto di vista tecnico-ragionieristico, tutto è a posto, e quindi il bilancio della sanità ha avuto la parifica.

Secondo la Corte ci sarebbero molti sprechi alla base del disavanzo da 340 milioni certificato per l’anno 2025. Gli sprechi, in effetti, ci sono. E quale amministrazione, pubblica o privata, non li fa? La perfezione, nella gestione, non esiste.

Se la Regione, ad esempio, chiudesse i reparti ospedalieri improduttivi e quelli esistenti solo sulla carta, forse non risparmierebbe tanto, ma razionalizzerebbe i servizi evitando sprechi per una decina di milioni. Se facesse più attenzione ai contratti, particolarmente a quelli dei medici, risparmierebbe altri 30-40 milioni.

Con altri piccoli accorgimenti e correttivi, salverebbe, complessivamente, in tutto, fra i 70 e gli 80 milioni. Sarebbe già un bel risparmio, che però impallidisce di fronte ai meno 340 di risultato complessivo (che molto probabilmente saranno replicati nel 2026).

La verità è che all’appello mancano esattamente 260 milioni, che sono i soldi che il Governo non ha girato alla Puglia, per ammissione della stessa Meloni. D’altra parte, il problema del bilancio sanitario non riguarda solo la Puglia, ma tutte le Regioni italiane.

Proprio per questo il ministro Schillaci ha chiesto al suo collega Giorgetti di incrementare il piano nazionale di almeno 5 miliardi. Altrimenti – ha scritto Schillaci – sarà la sanità italiana a saltare.