Camillo Giannattasio ha chiesto scusa alla famiglia del brigadiere capo dei carabinieri, Carlo Legrottaglie, ucciso il 12 giugno del 2025 nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana, in un conflitto a fuoco.
Giannattasio è a processo per concorso in omicidio volontario pluriaggravato. Era con Michele Mastropietro, morto in seguito a un altro conflitto a fuoco con due poliziotti durante la fuga dopo l’omcidio del carabiniere.
«Chiedo scusa alla famiglia del brigadiere Legrottaglie. Io sono distrutto per quello che è successo. Io mi sarei fermato subito», ha detto il 58enne in Tribunale a Brindisi.
Giannattasio, in apertura dell’udienza, ha rilasciato dichiarazioni spontanee per fornire la sua versione dei fatti: dall’incontro la mattina del 12 giugno 2025 con Mastropietro a Carosino (in provincia di Taranto) al primo contatto con i carabinieri alla periferia di Francavilla Fontana.
Giannattasio ha riferito di essere stato contattato da Mastropietro per riparare un’auto che era parcheggiata a Francavilla Fontana e solo per strada ha scoperto che l’auto su cui viaggiavano era rubata. Si è quindi rifiutato di riparare l’auto per cui si erano e visti e, sulla strada del ritorno – ha detto – verso la zona industriale di Francavilla Fontana, hanno incontrato la pattuglia dei carabinieri con cui è partito il conflitto a fuoco mentre fuggivano.
Ha detto di non sapere neppure che il suo compagno era armato. «Io dicevo a Michele di fermarci davanti alle forze dell’ordine – ha detto – ma lui mi diceva di andare avanti. Sentivo degli spari. Io non mi sono girato neanche una volta, ho corso tantissimo, avevo la paura addosso, mi sono accasciato sotto un albero».
I due dopo la fuga in auto finita contro un palo della luce durante la quale Mastropietro sparò, uccidendo il brigadiere Legrottaglie, furono intercettati in un terreno a Grottaglie, dove ci fu il secondo conflitto a fuoco, in cui fu ucciso Mastropietro.
Rivolgendosi alla Corte, Giannattasio ha chiesto «di non essere messo al pari di Mastropietro. Quello che ha fatto Mastropietro è inaccettabile. Devo lodare le forze dell’ordine: dopo quello che è successo, dopo l’arresto mi hanno trattato con garbo».
