Bari e Lecce si sono candidate ad ospitare alcune partite degli Europei di calcio del 2032 che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia. Saranno 5 le sedi italiane che l’Uefa sceglierà e sono 16 gli stadi, in 13 città, che si sono candidati.
A Bari già c’è fermento per questo, tanto che il presidente di Acque del Sud, Decollanz, ha invitato le istituzioni cittadine a fare corpo unico e trovare le risorse necessarie (quasi 200 milioni) per mettere a norma il san Nicola. Lecce, sotto questo punto di vista, è avvantaggiata perché il Via del Mare, che però può contenere meno della metà degli spettatori baresi, è stato ristrutturato proprio in questi mesi per ospitare le partite dei Giochi del Mediterraneo. Ma è meglio non farsi troppe illusioni.
Le due candidature pugliesi, che vanno sostenute e difese in tutte le sedi, purtroppo non hanno troppe chances. Intanto, è scontato che la Puglia non potrà avere due sedi. Quindi, fra Bari e Lecce una delle due è fuori gioco.
Poi bisognerà fare i conti con la geografia. Al Sud toccherà certo una sede. Per la eventuale seconda bisognerà combattere. Tre sedi sono già certe: Torino, Milano, Roma. Le concorrenti meridionali di Bari e Lecce sono Napoli e Palermo. C’è chi pensa che un’affinità religiosa possa aiutare Bari, la città di san Nicola nato in Turchia. E allora mettiamoci nelle mani di san Nicola. Solo Lui potrà fare questo miracolo.
