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Il fatto di Enzo Magistà, Di Pietro racconta la giustizia “da vicino”

Il fatto di Enzo Magistà, Di Pietro racconta la giustizia “da vicino”

Antonio Di Pietro ha scritto un libro in cui racconta “La giustizia vista da vicino”. Chi più di lui, e chi meglio di lui, può farlo? L’ex magistrato di Mani Pulite, ex ministro ed ex leader politico, apre il libro mettendo subito in chiaro una cosa: “Quando hai a che fare con la giustizia, non è necessario, né sufficiente, essere innocenti o colpevoli”.

La giustizia, in Italia, è la conclusione di Di Pietro, si fa per “correnti”, quelle che determinano gli assetti nel sindacato dei magistrati, l’Anm, che a sua volta determina le scelte dell’organo di autogoverno, il Csm. Quindi, la giustizia è come la politica, una applicazione delle regole in base alla loro interpretazione ideologica.

O peggio: una miscela esplosiva nelle mani di dilettanti costruttori di bombe. Per questo, spiega Di Pietro, pur non essendo di centrodestra ha votato si al referendum.

Per separare le carriere rendendo il giudice veramente terzo, e per liberare il Csm dai lacci correntizi. Gli è andata male, visto che al referendum ha vinto il no. Ma forse non aveva tutti i torti, se è vero che in vista del rinnovo del Csm con le vecchie regole, le correnti sono tornate all’assalto.

Una di esse, Magistratura Indipendente, di area conservatrice, ha emesso un diktat: chi è iscritto alla nostra corrente deve votare solo i nostri candidati. La cosa drammatica è la giustificazione: “Solo così avremo una magistratura libera da ogni condizionamento”!