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Tragedia sfiorata a Stornara, tendono cavo elettrico per strada e un uomo cade in monopattino: denunciati 7 minori

Una trappola letale tesa in mezzo alla strada, forse derubricata nella loro mente a semplice e incosciente "bravata". Poteva trasformarsi in una vera e propria tragedia l'assurdo gesto messo in atto da un gruppo di sette ragazzini, tutti di età compresa tra i 13 e i 15 anni, a Stornara, nel Foggiano. I Carabinieri, al…
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(foto del sindaco Roberto Nigro)

Una trappola letale tesa in mezzo alla strada, forse derubricata nella loro mente a semplice e incosciente “bravata”. Poteva trasformarsi in una vera e propria tragedia l’assurdo gesto messo in atto da un gruppo di sette ragazzini, tutti di età compresa tra i 13 e i 15 anni, a Stornara, nel Foggiano. I Carabinieri, al termine di indagini lampo, li hanno identificati e segnalati alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni.

I fatti risalgono alla mattinata di lunedì scorso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la baby gang avrebbe teso un cavo elettrico da un lato all’altro della carreggiata per poi attendere l’arrivo di qualche malcapitato. A farne le spese è stato un 35enne che, a bordo del suo monopattino, stava percorrendo la via per recarsi al lavoro. L’uomo, non potendo scorgere il filo teso a mezz’aria, è stato violentemente sbalzato a terra. A salvargli la vita o evitargli conseguenze irrimediabili è stato il casco che indossava regolarmente e che ha attutito il terribile impatto sull’asfalto. Nonostante ciò, la vittima ha riportato serie ferite al volto, al collo e alla spalla: trasportato e medicato in ospedale, ha ricevuto una prognosi di 15 giorni.

A incastrare i sette giovanissimi sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno ripreso la scena permettendo ai militari dell’Arma di risalire rapidamente alle loro identità. L’episodio ha scosso la comunità locale, suscitando l’immediata reazione del sindaco di Stornara, Roberto Nigro, che ha espresso massima solidarietà alla vittima lanciando un monito ai ragazzi e alle famiglie: «La vita degli altri non è un gioco. Una bravata può trasformarsi in un atto criminale».

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