Dalla campagna elettorale agli arresti per gli assalti ai bancomat. È il percorso che, a quattro anni di distanza, accomuna due momenti della vita di Donato Sasso, 31enne di Stornara, finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Vasto sulla presunta banda specializzata nei colpi agli sportelli automatici.
Nel 2022 Sasso aveva scelto la politica locale, candidandosi al Consiglio comunale nella lista “Progetto Comune”, a sostegno di Roberto Nigro, poi eletto sindaco alle amministrative del 12 giugno. La corsa elettorale, però, non gli aveva garantito un seggio. Quattro anni dopo il suo nome compare nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Vasto Fabrizio Pasquale, insieme a quello degli altri indagati. L’inchiesta ricostruisce una serie di assalti agli Atm compiuti, secondo l’accusa, con ordigni artigianali conosciuti come marmotte.
L’indagine
Il gruppo avrebbe utilizzato anche auto rubate e percorso centinaia di chilometri per raggiungere gli obiettivi. Gli episodi contestati risalgono soprattutto alla primavera e all’estate del 2025. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano dati telefonici, spostamenti e tracciati Gps. Nell’ordinanza vengono richiamati anche gli elementi relativi a Sasso e alla presunta sovrapposizione tra i percorsi delle utenze a lui attribuite e quelli di un’auto utilizzata in uno degli episodi contestati. Il 31enne, ascoltato dal giudice nell’interrogatorio preventivo, ha respinto ogni accusa. Ha negato di sapere qualcosa degli assalti e ha detto di non conoscere la natura delle marmotte.
La difesa
Ha inoltre ridimensionato i rapporti con altri arrestati, spiegando di averli incontrati solo superficialmente e, in un caso, in occasione della compravendita di un pappagallo. Sasso ha fornito anche una spiegazione dei suoi spostamenti in diverse località tra Puglia e Abruzzo, riconducendoli al lavoro agricolo e di giardinaggio e a motivi personali.
Sulle utenze telefoniche ha riconosciuto alcune schede, negando invece di averne utilizzate altre che gli investigatori collegano ai suoi movimenti. La vicenda giudiziaria è ora affidata agli sviluppi dell’inchiesta. L’arresto e le contestazioni, va ricordato, si collocano nella fase delle indagini preliminari: per Sasso, come per gli altri indagati, resta pienamente valido il principio di presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.
