Sette persone arrestate e cinque chili di droga sequestrati. È il bilancio di una maxi operazione della Guardia di finanza di Foggia che ha disarticolato una capillare rete di spaccio attiva tra il capoluogo dauno e San Giovanni Rotondo.
Le misure cautelari eseguite sono complessivamente undici: quattro persone sono finite in carcere, tre sono state poste ai domiciliari, per altre tre è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza e per l’ultima l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Nel corso delle indagini, inoltre, sono stati sequestrati cinque chili di droga – tra hashish, marijuana e cocaina -, tre persone sono state arrestate in flagranza di reato, altre tre sono state denunciate mentre in cinque sono stati segnalati per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale.
L’operazione, spiegano dalla Guardia di finanza di Foggia, «ha consentito di ricostruire un consolidato sistema di approvvigionamento, custodia e distribuzione di sostanze stupefacenti operante nella Capitanata».
I militari hanno ricostruito le principali direttrici del traffico di droga e individuato le persone coinvolte nelle diverse fasi della filiera illecita, dall’acquisizione della droga fino alla successiva commercializzazione al dettaglio.
È stata così scoperta, così, «una capillare rete di spaccio avente quale principale riferimento operativo il capoluogo dauno, con ramificazioni anche nel territorio di San Giovanni Rotondo», spiegano i finanzieri in una nota. Le indagini hanno permesso di individuare i luoghi utilizzati per la custodia della droga e di ricostruire le modalità adottate dagli indagati per sottrarsi a eventuali controlli delle forze dell’ordine.
È emerso che una parte delle sostanze era conservata nelle case degli stessi indagati, mentre quantitativi più rilevanti venivano «occultati in immobili messi a disposizione anche da soggetti estranei all’attività illecita, così da ridurre il rischio di sequestri e rinvenimenti», proseguono i finanzieri. Nelle attività illecite sarebbero state coinvolte anche persone già sottoposte agli arresti domiciliari, a dimostrazione della «significativa capacità organizzativa da parte degli indagati» e della «particolare spregiudicatezza nella prosecuzione delle condotte illecite».
Oltre a cocaina e marijuana, è stata sequestrata anche una particolare qualità di hashish, conosciuta come “Mousse“, «sostanza particolarmente richiesta nel mercato illecito», dicono i finanzieri: le analisi di laboratorio eseguite sui campioni sequestrati hanno evidenziato una concentrazione di principio attivo Thc compresa tra il 70% e l’85%, «valore particolarmente elevato e tale da determinare effetti psicoattivi intensi, con potenziali conseguenze dannose per la salute dei consumatori», concludono dalla Guardia di finanza.