Mercoledì 30 Settembre 2026 ☀️ 24°C
Home » Foggia » Scoperta shock a Siponto: dagli scavi medievali emergono i resti di neonati

Scoperta shock a Siponto: dagli scavi medievali emergono i resti di neonati

A comunicare la scoperta è stata l’équipe del progetto ArcheoSipontum, attiva da settimane su un’area che continua a restituire testimonianze dal valore inestimabile

Scoperta shock a Siponto: dagli scavi medievali emergono i resti di neonati
(foto di ArcheoSipontum)

Una pagina drammatica e commovente che riaffiora dal sottosuolo della Capitanata, aprendo uno squarcio inedito sulla durezza delle condizioni di vita nel Medioevo. Nel corso della campagna di scavi archeologici condotta nell’area dell’antica Siponto, frazione costiera di Manfredonia, gli esperti hanno portato alla luce una piccola sepoltura contenente i resti ossei di sette o otto bambini, tutti deceduti a meno di un anno di vita e in molti casi a poche settimane dalla nascita.

A comunicare la scoperta è stata l’équipe del progetto ArcheoSipontum, attiva da settimane su un’area che continua a restituire testimonianze dal valore inestimabile: proprio di recente, nello stesso perimetro, era stata individuata un’altra sepoltura di grande impatto emotivo, con i resti di una donna fossilizzata nell’atto di stringere a sé un bambino in un eterno abbraccio protettivo.

L’ultimo rinvenimento si colloca all’interno della necropoli sorta a ridosso dell’edificio ecclesiastico medievale, edificato al di sopra delle imponenti vestigia e delle murature dell’anfiteatro di epoca romana. Un contesto stratigrafico complesso che riflette il tramonto dell’antico insediamento, prima del graduale spopolamento e del contestuale trasferimento della comunità verso la nuova fondazione di Manfredonia voluta da re Manfredi di Svevia.

«La scoperta risale a un paio di giorni fa e la tomba è stata indagata con rigoroso metodo stratigrafico», illustra Giuliano Volpe, docente ordinario di Archeologia dell’Università degli Studi di Bari e coordinatore scientifico delle ricerche. «Nelle ultime ore abbiamo completato la pulitura e la catalogazione dei reperti ossei per avviare le analisi antropologiche, indispensabili per stabilire l’età precisa dei decessi. La sepoltura si colloca cronologicamente tra il XIII e il XIV secolo, una delle fasi più tarde della necropoli, anche se saranno le future datazioni al radiocarbonio (C14) e le mappature del Dna antico a fornire certezze scientifiche e legami di parentela».

Il quadro che emerge dagli scavi racconta la quotidianità di una comunità minata da epidemie, stenti e precarietà igienico-sanitaria. «Il cimitero si caratterizza per una spiccata concentrazione di inumazioni femminili e infantili, segnale inequivocabile di un’altissima mortalità perinatale e neonatale», conclude Volpe. «Questo sepolcro collettivo risulta particolarmente toccante perché custodisce creature morte nei loro primissimi mesi di vita: rappresenta una delle testimonianze umane estreme dell’antica Siponto prima del suo definitivo abbandono».