In Puglia le piccole e medie imprese guardano con sempre maggiore interesse alla finanza alternativa per sostenere la propria crescita e rafforzare la struttura finanziaria. A confermarlo sono i primi numeri del nuovo “Minibond Puglia“: l’avviso pubblicato prima dell’estate da Puglia Sviluppo ha già raccolto le richieste di 17 Pmi per un valore totale di 120 milioni di euro di emissioni.
La misura, già operativa e presentata nella sede di Confindustria Bari e Bat, dispone di una dotazione complessiva di 80 milioni di euro di garanzie, in grado di sviluppare un volume erogabile fino a 320 milioni di euro entro il 31 dicembre 2030.
L’iniziativa riprende il solco tracciato dalla prima edizione del 2020, che con 40 milioni di garanzie aveva attivato emissioni per 160 milioni. A coordinare le operazioni finanziarie sarà Banca Sella, impegnata anche come investitore al fianco di Cassa Depositi e Prestiti.
La risposta del territorio evidenzia una precisa esigenza strutturale delle imprese meridionali. Candida Bussoli, presidente di Puglia Sviluppo, ha sottolineato come la regione mostri una spiccata attenzione verso gli strumenti alternativi al canale bancario: «I dati della Banca d’Italia del 2025 ci raccontano che il finanziamento bancario alle imprese è tornato a crescere, ma se guardiamo dentro questo dato vediamo che è tornato a crescere il finanziamento a favore delle imprese di grande dimensioni. Allora è molto importante riuscire a creare questi canali di finanziamento alternativo».
Un’analisi condivisa dal presidente di Confindustria Bari e Bat, Mario Aprile, che si è soffermato sulla necessità di un cambio di passo culturale nell’approccio al credito: «Alle nostre latitudini siamo ancora troppo legati al credito bancario, dobbiamo fare un passaggio culturale andando verso la diversificazione dei flussi di cassa per patrimonializzare le nostre imprese. La patrimonializzazione è un tema strategico per competere su scala internazionale».
