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San Severo, finisce dopo quasi due anni l’era Colangelo: in 13 firmano le dimissioni

San Severo, finisce dopo quasi due anni l’era Colangelo: in 13 firmano le dimissioni

La Grande y Felicísima Armada messa insieme, quasi due anni fa, dalla sindaca Lidya Colangelo era tutt’altro che «invencible». sono bastate tredici piccole imbarcazioni per mandarla a picco e andare tutti a casa.

Nel canale tumultuoso di Palazzo Celestini, la flottiglia della sovrana Lidya Prima è stata affondata dall’assalto della tredicesima imbarcazione comandata da Rosa Caposiena, già rivale al primo turno alle elezioni del 2024 poi «alleata per dovere di coalizione» tanto da conquistare lo scranno di presidente del Consiglio comunale. Rosa Francis Drake ha accodato la sua firma a quella dei dodici consiglieri (Carraba, Cataneo, Damone, D’Antuono, Irmici, Masucci, Matarante, Orlando, Sderlenga, Spada, Tardio e Vene) e messo fine a una esperienza amministrativa che aveva dovuto affrontare due azzeramenti della Giunta, cambio alla presidenza dell’assise cittadina, rimescolamenti nella maggioranza e abbandono di assessori.

Le reazioni

«Un minestrone che la sindaca si ostinava a riscaldare ogni volta, ma era ogni volta sempre più povero d’ingredienti», sostiene Angelo Masucci, sconfitto al ballottaggio proprio da Colangelo. «Una esperienza fallimentare costruita solo per farmi perdere e senza un progetto per la città che hanno tenuto in ostaggio per quasi due anni» rinfaccia Masucci che conclude: «Noi ripartiamo dalla nostra unità. Siamo sempre rimasti sodali e pronti a fare fronte comune contro un’amministrazione che si preoccupava solo di occupare scranni e si prestava a giochi di potere tra i partiti».

Adesso si attende l’arrivo del commissario prefettizio che non sarà a cominciare dalla sindaca sfiduciata, una sciagura per la città. «La lunga pausa commissariale servirà per avviare una seria riflessione nel centrodestra» afferma Caposiena che aggiunge: «Ho cercato di far comprendere a Colangelo che servivano risposte politiche alla crisi e una maggioranza solida che evidentemente non poteva garantire. Si paga adesso un peccato originario, ma ai leader del mio partito e agli altri dico che non si può più lasciare sola una città in balìa dei politici locali».