«Prendete i vostri figli e fuggite via da questa terra di morte». È l’appello lanciato da Arcangela Petrucci, vedova di Luigi Luciani, l’agricoltore innocente assassinato con il fratello Aurelio nella strage di mafia di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017.
Alla vigilia del nono anniversario del delitto, la donna ha indirizzato una lettera alle madri e alle mogli legate ai clan della Capitanata, esortandole a spezzare la catena d’odio e a salvare i propri giovani da un destino segnato.
Nella sua accorata missiva, Arcangela Petrucci esorta le donne a spezzare la catena della violenza e a rifiutare passivamente vendette e lutti: «Sottraete i vostri ragazzi a un futuro fatto di carcere o di sangue. Avete il potere e il dovere morale di cambiare la loro vita prima che sia troppo tardi», scrive.
La donna richiama l’angoscia serale di chi vive nel terrore che i propri figli non rientrino a casa perché arrestati o uccisi, invitando le donne a chiedere il sostegno dello Stato e delle associazioni del territorio per offrire ai giovani un’alternativa di vita.
Con parole dal forte valore simbolico, la vedova contrappone le lamentele di chi definisce disumano il carcere per l’impossibilità di abbracciare i parenti senza barriere alla realtà della sua famiglia: suo figlio, per parlare con il padre, è costretto ad andare al cimitero. In conclusione, il messaggio ribadisce come la memoria collettiva continui a rendere omaggio a Luigi e Aurelio Luciani come padri esemplari e lavoratori instancabili, mentre sugli esecutori dell’eccidio calerà presto l’oblio.
La lettera di Arcangela Petrucci è stata inviata anche alla presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo.
La strage risale alla mattina del 9 agosto 2017, quando un commando armato di kalashnikov uccise il boss Mario Luciano Romito e il cognato Matteo De Palma lungo la strada provinciale tra San Marco in Lamis e Apricena.
I fratelli Luigi Luciani e Aurelio Luciani, del tutto estranei alle dinamiche criminali e a bordo del loro furgone per recarsi al lavoro nei campi, assistettero casualmente all’agguato e vennero inseguiti e brutalmente giustiziati per eliminare ogni testimone.
