Il Parco nazionale del Gargano è pronto a costituirsi parte civile nel processo contro il piromane arrestato per gli otto incendi devastanti che tra il 31 luglio e il 3 settembre hanno colpito l’area tra Vieste e Peschici.
Lo ha annunciato il commissario straordinario dell’Ente, Raffaele Di Mauro, all’indomani dell’esecuzione della misura cautelare nei confronti dell’indagato, un volontario di un’associazione di protezione civile di Vieste.
Il caso è stato commentato dal procuratore di Foggia, Enrico Infante, a margine dell’inaugurazione del murale antimafia dedicato a Nicola Ciuffreda. Infante ha sottolineato l’efficacia e la velocità della risposta istituzionale: «C’è una realtà criminale vivace molto potenziata che attenta al bene comune e alle ricchezze su cui noi cresciamo e costruiamo, ma c’è una reazione forte delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Siamo intervenuti tempestivamente. In pochissimo tempo, con un’azione meritoria dei carabinieri forestali, delle forze dell’ordine e della Procura, siamo riusciti ad avere risultati importanti».
Le indagini, condotte dai carabinieri forestali e coordinate dalla Procura di Foggia, proseguono per chiarire del tutto la posizione dell’uomo e accertare eventuali complicità.
Come confermato dal colonnello Giuliano Palomba, comandante del reparto carabinieri del Parco nazionale del Gargano, «durante le perquisizioni a casa e nell’auto della persona arrestata è stato trovato materiale che conferma alcune nostre ipotesi investigative. Ora dobbiamo fare una serie di valutazioni con la Procura per capire se possa essere collegato ad altri incendi e se abbia agito da solo o con altre persone».
Di Mauro ha espresso il plauso del Parco agli investigatori per un’attività fondamentale in un territorio in cui il fuoco ha ferito porzioni significative del patrimonio naturalistico, ribadendo la determinazione di tutelare in sede giudiziaria la comunità e l’ambiente.
