Da operatore impegnato nell’antincendio boschivo a presunto piromane seriale. Un volontario di Protezione Civile di 35 anni, originario di Vieste e impiegato come operatore ecologico, è stato arrestato e condotto in carcere con la pesante accusa di essere il responsabile di almeno otto roghi boschivi dolosi che hanno devastato il promontorio del Gargano nel corso dell’estate.
L’ordinanza di custodia cautelare, eseguita venerdì pomeriggio dai Carabinieri Forestali, rientra nell’ambito di un’articolata inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia. Al centro del fascicolo investigativo vi sono i numerosi fronti di fuoco divampati tra i territori comunali di Peschici e Vieste nei mesi di luglio e agosto scorsi. In concomitanza con il provvedimento restrittivo, i militari hanno dato corso a una perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’indagato alla ricerca di elementi utili a consolidare il quadro probatorio.
In attesa dell’interrogatorio di garanzia, che dovrà svolgersi entro cinque giorni dalla notifica della misura restrittiva, la difesa del 35enne prende tempo e rimarca il profilo irreprensibile dell’uomo: «Al momento c’è un’ordinanza in carcere eseguita nei suoi confronti – precisa il legale di fiducia, l’avvocato Alessandro Petrone –. Non ho ancora avuto modo di conferire direttamente con il mio assistito. Posso tuttavia confermare, alla luce delle testimonianze raccolte non solo tra i familiari ma anche tra i colleghi volontari che lo conoscono da anni sul campo, che si tratta di una figura sulla quale non è mai gravato alcun genere di sospetto».
