«Profondo e motivato sconcerto». È quanto esprime la Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo in relazione alla «condotta dell’Asl Foggia, della Regione Puglia e delle dichiarazioni delle segreterie territoriali di alcune sigle sindacali» che hanno annunciato la decisione di depositare 1.300 decreti ingiuntivi di pagamento per il mancato adeguamento economico previsto dal contratto collettivo nazionale e per il mancato pagamento degli arretrati.
Casa Sollievo della Sofferenza, a sua volta, annuncia che «ha dato mandato ai propri avvocati di procedere con i ricorsi e le denunce nei confronti di Asl Foggia e Regione Puglia».
La Fondazione ricorda gli impegni presi durante il tavolo in Regione Puglia dello scorso 27 dicembre, all’indomani della protesta del personale medico per la trasformazione del contratto da pubblico a quello in uso alle case di cura private e del personale del comparto per l’adeguamento contrattuale. In quella sede si era stabilito, ricorda la Fondazione dell’ospedale di San Pio, che «la Regione Puglia avrebbe analizzato la situazione, soprattutto in relazione ai 36 milioni di crediti vantati dalla Fondazione (risalenti al periodo 2016-2024), la Fondazione avrebbe revocato la propria decisione in merito alla modifica contrattuale e i sindacati avrebbero rinunciato allo stato di agitazione».
La Fondazione ricorda, poi, che «a distanza di quasi due mesi», di aver «effettivamente revocato la comunicazione del cambio di Ccnl, nessun tavolo di lavoro e nessuna interlocuzione ci sono stati tra la Fondazione, la nuova presidenza ed il nuovo assessore alla Sanità. Con 10 anni di ritardo la Asl Foggia ha prodotto due distinti documenti che di fatto negano gran parte dei crediti vantati dalla Fondazione e il personale, diversamente da quanto annunciato, non ha mai revocato le 1.300 istanze di messa in mora».
Immediata la risposta di Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up, con un atto di sfiducia nei confronti del cda e degli organismi apicali della Fondazione, la proclamazione dello stato di agitazione, la convocazione di un’assemblea generale dei lavoratori, l’organizzazione di un sit-in pubblico e uno sciopero generale.










