Un silenzio irreale, rotto solo dal rombo dei motori degli amici arrivati in corteo su due ruote, ha accolto questo pomeriggio l’ingresso del feretro bianco di Andrea Procaccino nella chiesa della Beata Vergine Maria di Lourdes a Orta Nova. L’intera comunità del comune foggiano si è stretta attorno al dolore straziante dei genitori, Antonio e Michelina, e del fratello Vito, per dare l’ultimo addio al 17enne rimasto vittima del tragico incidente stradale avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi. Il ragazzo viaggiava come passeggero a bordo di un’auto insieme ad altri quattro minorenni che, per sfuggire a un posto di blocco delle forze dell’ordine, è uscita fuori strada; un dramma per il quale il conducente è ora indagato per omicidio stradale.
All’esterno della parrocchia, tra i docenti e i compagni di classe che indossavano magliette bianche con la scritta “Andrea vive”, spiccavano cartelloni colmi di dediche. «Continua a fare casino da lassù», si leggeva su uno di essi, a testimonianza dell’esuberanza e della vitalità del giovane. «Il suo banco sarà fisicamente lasciato vuoto – ha ricordato commosso il professor Alfredo Coppola – ma Andrea sarà sempre con noi. Aveva tanti progetti, tante idee e tanta voglia di fare per restare nel suo paese, accanto a chi gli voleva bene».
L’omelia e il messaggio della parrocchia
Il funerale ha richiamato una folla immensa, trasformando il lutto privato in un dolore collettivo. Durante l’omelia, il vice parroco don Angelo ha lanciato un forte appello alla sensibilità e al silenzio, invitando a spegnere le polemiche sollevate dalla dinamica del sinistro:
«Non ci sono parole per confortare la famiglia. Ma questo non è un dramma isolato, è il dolore di un’intera comunità. Gesù ci invita a essere misericordiosi, a perdonare. Quanti giudizi saranno stati espressi in queste ore? Ma può giudicare solo Dio. Andrea, nella sua esuberanza, era un puro di cuore. In un mondo in cui sentiamo troppo spesso parlare di violenza e bullismo con spettatori inermi, abbiamo un disperato bisogno di operatori di pace».
Anche il parroco, don Gaetano, sebbene assente per motivi personali, ha voluto far sentire la propria vicinanza inviando una lettera ai parrocchiani e ai familiari: «In questo momento di buio non abbiamo risposte facili da offrire, ma abbiamo una certezza: non siete soli. La vita terrena del nostro carissimo Andrea è stata spezzata troppo presto, come un fiore sbocciato all’improvviso. Stringiamoci attorno a questa famiglia con l’affetto, il silenzio e la preghiera». All’uscita del feretro, un lungo e scrosciante applauso ha accompagnato il volo di palloncini bianchi verso il cielo, nel definitivo e commosso saluto a un ragazzo andato via troppo presto.



