Una mobilitazione davanti alla prefettura di Foggia per chiedere condizioni di vita più dignitose. Il sindacato Usb (unione sindacale di base) è intervenuto a seguito del decesso di Mamadou, migrante gambiano di 38 anni ritrovato senza vita all’interno di un’auto giovedì 22 gennaio a Torretta Antonacci (ex gran ghetto), l’insediamento nelle campagne di San Severo, nel Foggiano. Un luogo che ospita diverse centinaia di cittadini migranti.
«L’ennesima morte è la dimostrazione del fallimento totale delle politiche di accoglienza. Dopo aver speso una miseria e rimandato indietro all’Unione Europea 200 milioni di euro del Pnrr, abbiamo ancora i lavoratori agricoli nelle baracche che muoiono di freddo letteralmente». Lo ha detto il sindacalista Francesco Caruso. A poche ore dalla notizia della morte di Mamadou, avvenuta per cause naturali, l’Usb ha indetto la mobilitazione di oggi.
«Noi siamo qui – aggiunge Caruso – per protestare contro politiche di accoglienza inesistenti. Vorremmo dire al prefetto che queste politiche di accoglienza sono uno schiaffo contro coloro i quali portano avanti l’agricoltura nella nostra provincia. Duecento milioni buttati e siamo a piangere l’ennesima morte di un bracciante che viveva in auto». Mamadou «è morto di freddo – dice Bari Alfa, dirigente dell’associazione Terra e Libertà ETS (ha sede a Torretta Antonacci e si occupa di antimafia sociale e migrazioni) – Ci sono tante persone che stanno dormendo nelle macchine. Noi non vogliamo più altre persone che muoiono nelle auto».










