È cominciato oggi, davanti alla Corte d’Assise di Foggia, il processo a carico di Ciro Caliendo, imprenditore vitivinicolo di San Severo, accusato di aver ucciso la moglie Lucia Salcone, 47 anni, simulando un incidente stradale e il successivo incendio dell’auto.
Il processo è cominciato con la costituzione di parte civile dei genitori e dei cinque fratelli e sorelle della vittima.
I fatti risalgono al 27 settembre 2024 e avvennero in una zona di campagna della cittadina dell’Alto Tavoliere. L’uomo è stato arrestato dalla polizia il 23 febbraio scorso con l’accusa di omicidio volontario premeditato.
I familiari della vittima costituiti parti civili sono assistiti dagli avvocati Michele Calvano e Angela Nobile. «I congiunti desiderano che venga accertata la verità – ha detto l’avvocata Nobile -. È un dolore forte ed incancellabile. Il processo accerterà le circostanze della morte. Vogliono che Lucia non venga dimenticata».
Non si sono costituiti parte civile i figli della coppia. Movente del delitto, secondo l’accusa, la volontà dell’uomo di mettere fine al matrimonio per vivere con un’altra donna e le difficoltà economiche che stava attraversando. L’imputato ha sempre respinto le accuse.
L’imprenditore 48enne, detenuto dal giorno dell’arresto e presente in aula, è difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Simone Moffa.
Nell’udienza di stamani sono stati ammessi circa cento testimoni. Si tornerà in aula il 6 novembre quando saranno ascoltati i primi sei agenti della polizia stradale che hanno fatto le indagini.
