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Il fossile della burocrazia in bella mostra al museo

Il Comune di Foggia dovrà rinunciare, almeno per il momento, a un milione e 850mila euro di fondi, concessi con mutuo a 25 anni a tasso zero dal Credito sportivo -che, dal 2021, opera anche nel campo dei beni culturali- per interventi di manutenzione, restauro e valorizzazione del Museo Civico. Ancora una volta, è una…
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Il Comune di Foggia dovrà rinunciare, almeno per il momento, a un milione e 850mila euro di fondi, concessi con mutuo a 25 anni a tasso zero dal Credito sportivo -che, dal 2021, opera anche nel campo dei beni culturali- per interventi di manutenzione, restauro e valorizzazione del Museo Civico.

Ancora una volta, è una lungaggine burocratica a causare l’inconveniente: la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia non avrebbe mai fatto a tempo a concedere l’autorizzazione per l’esecuzione di opere e lavori su un bene sottoposto a vincolo come è il palazzo del Museo in quanto edificio storico –era l’antica sede municipale di Foggia. Così, il Comune, per evitare di dover pagare la penale prevista per non aver ottenuto entro il 30 aprile l’autorizzazione ai lavori, ha preferito contrattare con l’Ics la restituzione di fondi senza interessi e penale: verserà solo una commissione di 3500 euro per estinzione anticipata del mutuo.
I lavori al Museo civico sono davvero necessari: all’inizio dello scorso anno, importanti infiltrazioni d’acqua attraverso i lucernari del tetto avevano costretto il settore Cultura a chiudere due sale, trasferendo al sicuro le opere esposte. Da tempo, in ogni caso, l’ex assessore alla cultura, Anna Paola Giuliani e il dirigente del settore, Carlo Dicesare, avevano rilevato l’opportunità di interventi di manutenzione straordinaria e di razionalizzazione delle esposizioni, da concordare con la Soprintendenza.
Per il bando “Cultura Missione Comune”, quindi, era stato presentato il progetto definitivo, redatto da un raggruppamento temporaneo di professionisti (architetti Antonio e Fabio Di Gennaro, ingegneri Giovanni Menditti e Maria Elena Genzano, geologa Maria Palmieri) che delinea la realizzazione dell’impianto antincendio, l’adeguamento degli impianti elettrico e di condizionamento, la sostituzione di lucernari e infissi, la riparazione della facciata e dell’illuminazione in corrispondenza dei fornici di “Porta Grande”. 
Tutto era proceduto secondo i piani e la Soprintendenza aveva anche rilasciato un parere preliminare favorevole, ma il 3 marzo il Comune aveva dovuto presentare un adeguamento del
piano per aggiungere una scala antincendio richiesta dai Vigili del Fuoco e occorreva il nuovo pronunciamento della Soprintendenza sul progetto esecutivo, che non sarebbe mai arrivato entro il 30 aprile. Dicesare, in ogni caso, ha già annunciato che ripresenterà il progetto al prossimo bando e, stavolta, con tutti gli adempimenti tecnici già assolti, il finanziamento dovrebbe essere cosa fatta.

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