«Non un petardo andato storto, ma un danno vero, profondo, che lascia rabbia e amarezza». Lo afferma l’assessora all’Ambiente del Comune di Foggia, Lucia Aprile, commentando quanto accaduto nella notte nel capoluogo dauno dove un pino d’Aleppo è stato dato alle fiamme in viale Giuseppe Di Vittorio, durante i festeggiamenti di Capodanno.
«Non era “solo un albero”», sottolinea l’assessora: «Era decenni di crescita lenta, di ombra nelle estati roventi, di aria più pulita, di equilibrio per l’ambiente che ci circonda. Un essere vivente che non si difende, non scappa, non fa rumore. E proprio per questo è stato colpito. Per chi pensa che sia una sciocchezza».
Il valore economico e ambientale del pino, evidenzia ancora Aprile, era stimabile tra gli ottomila e i diciottomila euro. «Valore che appartiene a tutti, perché è patrimonio collettivo», prosegue.
L’assessora constata amaramente che «bruciare un albero non è festa, non è divertimento, non è “spirito del Capodanno”» ma è «inciviltà pura. È disprezzo per la città e per chi ogni giorno lavora per renderla più vivibile». E conclude: «Se il nuovo anno comincia così, allora la vera emergenza non è l’albero bruciato, ma la cultura di chi pensa che distruggere sia normale. E su questo, come comunità, dobbiamo pretendere molto di più».










