Antonio Fortebraccio, guardia giurata 48enne fermata con l’accusa di aver ucciso la moglie Stefania Rago, 46 anni, a Foggia, non avrebbe confessato il delitto avvenuto nella loro abitazione di via Salvemini.
A riferirlo è l’avvocata Rosa Archidiacono, legale dell’uomo. «Durante l’interrogatorio non ha raccontato nulla dell’accaduto, di un eventuale litigio. Non aveva la lucidità. È come se non capisse quanto accaduto. Era in affanno. Non ha mostrato alcun tipo di reazione emotiva», ha detto.
Secondo l’avvocata, l’uomo non avrebbe confessato l’uccisione della moglie e non è stato nemmeno in grado di ricostruire l’accaduto: «Si è presentato ieri sera in caserma dai carabinieri dicendo che alla moglie avevano sparato e chiedendo aiuto, dicendo di non sapere se la moglie fosse morta o meno. Quando i sanitari sono giunti nell’abitazione, hanno accertato che per la donna non c’era più nulla da fare».
L’uomo, dice ancora il legale di Fortebraccio, «era sotto choc profondo, dispiaciuto, non ha raccontato nulla di quanto accaduto».
Gli investigatori hanno sequestrato i cellulari della vittima e del marito al fine di ricostruire l’esistenza di dissapori o frizioni nella coppia. Nelle prossime ore sarà fissata l’udienza di convalida del fermo.
Il padre di Stefania Rago: «Mia figlia voleva separarsi»
«Erano sposati da quasi 30 anni e mia figlia aveva deciso di separarsi. Problemi c’erano nel senso che
era troppo geloso. Geloso di tutto quello che faceva. Lei andava in palestra e ultimamente aveva deciso di lasciarlo. Lo aveva detto a noi e lo aveva detto a lui». Lo ha detto Giuseppe Rago, padre di Stefania.
«Mia figlia era un angelo – ha aggiunto l’uomo -. Una bravissima ragazza. Non so cosa sia venuto in mente a questo».









