Il fronte idrico pugliese fa acqua da tutte le parti. A Nord, al confine con il Molise, resta aperta la questione della condotta del Liscione, a Sudovest c’è quella della diga di Conza e, più specificatamente, dello Schema Idrico Ofanto, dove Basilicata e Campania sono «ubriachi» d’acqua, mentre buona parte della Puglia muore di sete. Si tratta di un’ampia fetta di territorio che riguarda la riva sinistra del fiume che taglia la Capitanata dalla sesta provincia.
Candela, Cerignola, Stornara, Stornarella, Carapelle e fino a san Ferdinando di Puglia i comuni interessati da una situazione assurda: perché la Puglia non può prelevare acqua dall’Ofanto, uno perché è un parco regionale, due perché l’acqua è sempre poca, visto che da anni la Traversa di santa Venera, in territorio di Rocchetta sant’Antonio, «sversa» i flussi idrici che invece potrebbero essere usati per irrigare i campi della Capitanata.
Prova è il fatto che la diga di Capaiotti – che appartiene allo Schema idrico dell’Ofanto – nonostante le copiose piogge dell’ultimo periodo, rispetto agli altri invasi della Capitanata, è quello che è cresciuto meno in termini di capacità idrica, segno che l’acqua a monte (Diga di Conza) non arriva a valle, sia perché non viene ceduta alla Puglia, sia perché si perde per strada, come succede con lo sbarramento in territorio di Rocchetta sant’Antonio.
La segnalazione
«La prossima settimana incontrerò il sottosegretario La Pietra proprio per segnalare l’anomalia della Tarversa santa Venera e della sua anomala gestione, dove ci sono due enti (Acque del Sud e Consorzio Unico di Bonifica di Basilicata) che praticamente si palleggiano responsabilità, mentre la Puglia ha necessità dell’acqua. Ed è per questo che ho chiesto anche a Decaro d’intervenire, perché la situazione non è più tollerabile», afferma Nicola Gatta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che ricorda: «In passato lo sbarramento era dotato di un sistema automatico di pulizia che consentiva di eliminare i residui presenti nell’acqua. Oggi quel sistema, anche a causa di atti vandalici, è fuori uso per cui l’acqua, non adeguatamente filtrata, finisce per essere sversata e si perde, arrivando fino al mare».










