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Cala il sipario allo “Zaccheria”, il Foggia retrocede in Serie D: addio al professionismo dopo 7 anni

Cala il sipario allo «Zaccheria», il Foggia perde 1-3 contro la Salernitana e saluta il professionismo, retrocedendo in Serie D dopo sette anni. In uno stadio spettrale a porte chiuse, i rossoneri firmano la caduta più amara della loro storia pluricentenaria. Per la prima volta i diavoli del sud sprofondano tra i dilettanti sul campo.…
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Cala il sipario allo «Zaccheria», il Foggia perde 1-3 contro la Salernitana e saluta il professionismo, retrocedendo in Serie D dopo sette anni. In uno stadio spettrale a porte chiuse, i rossoneri firmano la caduta più amara della loro storia pluricentenaria.

Per la prima volta i diavoli del sud sprofondano tra i dilettanti sul campo. Dopo un primo tempo dominato dagli uomini di Cosmi, la fiammata d’orgoglio pugliese nella ripresa non basta a centrare il pari. Una condanna meritata che nega l’accesso ai playout e spedisce i «satanelli» nell’inferno dei dilettanti tra il silenzio e lo sconforto al termine di un campionato iniziato male e finito ancor peggio.

Il primo tempo

Passano appena 6’ quando la Salernitana scappa sulla corsia di destra con Ferraris che la mette al centro e trova De Boer, tutto solo in velocità s’inserisce tra le linee e supera Perucchini con un pallonetto. Campani subito in vantaggio. I granata di mister Cosmi ci riprovano al 13’ con Tascone, l’ex Cerignola cerca il destro all’incrocio dei pali ma la sfera termina alta di poco sopra la traversa. Altro brivido per i rossoneri, incapaci di reagire dopo lo svantaggio. Il Foggia non c’è, né con la mente e neanche con il corpo. I calciatori rossoneri passeggiano in campo e la Salernitana quando riparte sa fare solo male. Al 37’ Longobardi sulla corsia di sinistra schiaccia sull’acceleratore e supera in velocità l’intera difesa rossonera, mette al centro e Ferrari sotto porta fa la cosa più facile: segnare.

Lo «Zaccheria» è deserto per via della prima giornata di squalifica, ma il clima è ancor più spettrale. Il raddoppio dei granata condanna con almeno 70’ di anticipo la retrocessione dei satanelli in Serie D. All’ultimo respiro il Foggia trova il gol che accorcia le distanze, un cross di D’Amico innesca una deviazione che carambola la palla in porta. La prima frazione di gara finisce con i diavoli del sud sotto di una rete.

Il secondo tempo

Barilari avvia subito la girandola dei cambi e sostituisce Rizzo con Dimarco, provando a dare più lucidità alla difesa. Nella ripresa il Foggia entra un atteggiamento in campo e Liguori dopo 5’ prova la girata nell’area piccola che termina di poco fuori. I rossoneri ci credono e al 53’ D’Amico imbuca Castorri che senza pensarci calcia verso la porta ma il tiro, debole, è parato da Donnarumma. Anche la Salernitana prova a mischiare le carte, dando più movimento all’attacco con Achik al posto di Lescano.

Enrico Barilari le prova tutte e al 56’ manda in campo Nocerino per Castorri, senza dubbio sotto tono e mai pericoloso. Il centrocampo del Foggia acquista più velocità e sfiora la rete del pari con Nocerino al 66’: il tiro rasoterra impegna Donnarumma che si distende e concede solo la battuta dall’angolo ai rossoneri. La Salernitana chiude definitivamente i conti al 71’ con Quirini che sigla il terzo gol dei campani e spedisce in serie D i rossoneri. Al triplice fischio iniziano a scorrere le lacrime sul viso dei protagonisti e dei giovani proprietari del club Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto.

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