Home » Taranto » Ex Ilva, Decaro incontra i sindacati: «Interlocuzioni con Palazzo Chigi». Urso: «Serve responsabilità di tutti»

Ex Ilva, Decaro incontra i sindacati: «Interlocuzioni con Palazzo Chigi». Urso: «Serve responsabilità di tutti»

L’ex Ilva di Taranto rischia la chiusura entro tre mesi, un’eventualità che aprirebbe la strada a un disastro sociale. L’allarme arriva dai sindacati

Ex Ilva, Decaro incontra i sindacati: «Interlocuzioni con Palazzo Chigi». Urso: «Serve responsabilità di tutti»

L’ex Ilva di Taranto rischia la chiusura entro tre mesi, un’eventualità che aprirebbe la strada a un disastro sociale. L’allarme arriva dai sindacati dopo il vertice che si è svolto stamattina a Bari con il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, mentre da Roma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ribadisce che le risorse attuali costituiscono l’ultimo prestito autorizzato dalle regole europee sugli aiuti di Stato.

La situazione finanziaria dello stabilimento siderurgico è critica: i commissari straordinari, riferiscono i sindacati, hanno stimato perdite per circa 40-50 milioni di euro al mese. Con i fondi residui a disposizione, l’autonomia finanziaria dell’azienda arriverebbe al massimo a settembre o ottobre. Se entro tre mesi non si concluderà il bando di vendita internazionale, la fabbrica rischia di spegnersi.

Di fronte a questa emergenza, i sindacati chiedono un cambio di passo immediato. Francesco Brigati, segretario generale Fiom Cgil Taranto, ha definito la discussione con la Regione Puglia «reale» e ha sottolineato come il tempo sia ormai esaurito.

Biagio Prisciano, segretario generale della Fim Cisl Taranto Brindisi, ha sollecitato l’urgente riapertura del confronto a Palazzo Chigi, reputando indispensabile il riavvio del tavolo interistituzionale per garantire la continuità produttiva, ambientale e sociale.

Anche la Uilm Taranto, per bocca di Vito Pastore, ha evidenziato la necessità di un intervento pubblico obbligatorio e di strumenti straordinari per dare un futuro ai dipendenti, dopo quattordici anni di promesse non mantenute.

Più radicale la posizione espressa da Francesco Rizzo della segreteria nazionale Usb, il quale ha chiesto di fermare «queste gare a perdere» e di procedere direttamente con la nazionalizzazione dello stabilimento, esigendo un’assunzione di responsabilità politica per salvaguardare i livelli occupazionali dei lavoratori, da anni in cassa integrazione.

Il governatore Antonio Decaro, affiancato dall’assessore allo Sviluppo economico Eugenio Di Sciascio e dal presidente della task force per l’occupazione Leo Caroli, ha raccolto le istanze delle sigle sindacali. Il presidente della Regione Puglia ha confermato che si farà promotore delle richieste del territorio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, organo a cui è ora affidata la competenza della vertenza.

Decaro ha condiviso la necessità di costituire una nuova azienda siderurgica che attui la decarbonizzazione, ritenendo imprescindibile la presenza dello Stato e un piano di reindustrializzazione per l’area fragile di Taranto. Il governatore ha inoltre precisato che i contatti istituzionali con il governo sono plurimi e costanti, e che si attende il completamento della manifestazione di interesse pubblica.

Da Roma, il ministro Adolfo Urso, intervenendo al question time, ha rivolto un appello alla massima responsabilità di tutte le parti sociali e istituzionali per individuare una soluzione sostenibile prima dell’esaurimento dei fondi. Urso ha ribadito l’impegno dell’esecutivo a non arrendersi di fronte agli ostacoli e ha ricordato l’importanza del confronto costante, citando l’ultimo incontro di lunedì scorso al ministero e i tavoli periodici avviati a Palazzo Chigi negli ultimi due anni.