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Bracciante trovato morto a Borgo Mezzanone, la Cgil Puglia: «Lo Stato gira la testa dall’altra parte»

Saddam Houssain, 32enne originario del Pakistan, era scomparso il 4 agosto ed è stato ritrovato nel bagagliaio della sua auto

Bracciante trovato morto a Borgo Mezzanone, la Cgil Puglia: «Lo Stato gira la testa dall’altra parte»

«Borgo Mezzanone è uno sfregio quotidiano alla dignità democratica di questo Paese. I ghetti esistono quando arretra lo Stato, la difesa dei diritti costituzionali, quando si accettano logiche criminali e di sfruttamento che impoveriscono non solo lavoratori e lavoratrici ma tutta la collettività in termini di evasione fiscale e contributiva». Lo afferma, in una nota, la segretaria della Cgil Puglia, Gigia Bucci, commentando la morte del 32enne Sadam Houssain, cittadino pakistano con permesso di soggiorno e da 5 anni residente nel Foggiano, il cui corpo è stato trovato nel bagagliaio di un’auto.

Houssain, afferma Bucci, «è morto in quel luogo concentrazionario e malsano che è il ghetto di Borgo Mezzanone, approdo obbligato per chi lavora nei campi della Capitanata in estate, che lo Stato e questo Governo fingono di non vedere. Lì – prosegue la sindacalista – dove migliaia di esseri umani sono costretti a trovare un riparo di fortuna, tra lamiere e case in tufo tirate su alla bene e meglio, dove non c’è allaccio alle fogne, alla rete elettrica, dove l’acqua potabile arriva in container».

Il 32enne, nota la segretaria della Cgil Puglia, «non è il primo morto di un cosiddetto villaggio informale dove la dignità affonda tra cumuli di rifiuti, temperature al suolo che arrivano in questo periodo a 60 gradi, fango e freddo in inverno».

Saddam Houssain era scomparso il 4 agosto scorso e la sua potrebbe essere stata una morte violenta.

Gigia Bucci afferma che «questi essere umani che contribuiscono alla ricchezza del settore primario pugliese e italiano, sono carne da macello, buoni per la propaganda securitaria delle destre che fingono di non sapere che in agricoltura, come nella logistica, nell’edilizia, nel terziario, dal Sud al Nord, la manodopera immigrata è parte fondamentale. Ma si ritiene giusto lasciarli nel limbo dei senza diritti, invisibili, in modo da poter essere sfruttati per mettere a valore il profitto».

Rivolgendosi ai ministri del Made in Italy e dell’Interno e alla presidente del Consiglio, Bucci conclude: «C’è poco da vantarsi dei nostri straordinari prodotti della terra perché molti di loro sono sporchi del sangue dei tanti Sadam Houssain morti o sfruttati che siano».