Le tre bare affiancate una all’altra, bianca quella del più giovane, mazzi di fiori a ricoprirle e tantissime persone in chiesa per dare l’ultimo saluto a Luigi Narciso, 26 anni, a sua madre Maria Mammollino, 46 anni, e al compagno della donna, il 48enne Giuseppe Piscitelli, morti nel terribile incidente che si è verificato all’alba di venerdì 26 giugno lungo la strada statale che collega Foggia a Manfredonia.
I funerali si sono celebrati nella cattedrale del capoluogo dauno. Tante persone non sono riuscite a entrare in chiesa e si sono fermate sul sagrato per partecipare alle esequie.
Luigi Narciso, la madre e il compagno della donna erano in una Opel Corsa guidata dal 26enne: facevano rientro a casa dopo una serata trascorsa a Manfredonia quando il giovane ha perso il controllo dell’auto.
«Un grande lavoratore, era sempre disponibile», ha detto di Luigi il titolare della ditta di vigilanza in cui lavorava. Il 26enne, per arrotondare lo stipendio, lavorava anche in un autolavaggio cittadino. «Lavorava tanto – ha dichiarato il titolare -. Io gli dicevo di riposare ma lui voleva lavorare per guadagnare e costruirsi un futuro. Era un ragazzo buono e divertente».
Sua madre e il compagno vivevano insieme in un appartamento nella zona storica di Foggia e svolgevano lavori saltuari. «Gente perbene che lavorava sempre», ha dichiarato chi li conosceva.
A celebrare la funzione religiosa don Giulio, vicario dell’arcivescovo. Dolore tra i familiari delle tre vittime. Diversi i fasci di fiori di parenti, amici e conoscenti, tra cui quello della giovane fidanzata del 26enne con una dedica d’amore.
