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A Foggia il Campo largo è una polveriera. È scontro tra la sindaca e il Pd

C’è un rumore sordo che da giorni rimbalza tra i corridoi di Palazzo di Città, a Foggia: è quello di una maggioranza che perde colpi, logorata da rinvii, nervi scoperti e rapporti sempre più tesi. La politica, quando smette di decidere, diventa un esercizio di equilibrismo. E a Foggia l’equilibrio sembra ormai precario. La settimana…
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C’è un rumore sordo che da giorni rimbalza tra i corridoi di Palazzo di Città, a Foggia: è quello di una maggioranza che perde colpi, logorata da rinvii, nervi scoperti e rapporti sempre più tesi. La politica, quando smette di decidere, diventa un esercizio di equilibrismo. E a Foggia l’equilibrio sembra ormai precario. La settimana si è aperta con una riunione di maggioranza al fulmicotone, destinata a lasciare strascichi pesanti. Lo scontro, a quanto si apprende, sarebbe stato tutt’altro che soft: da un lato la sindaca Maria Aida Episcopo, dall’altro il Partito Democratico, con l’assessore al Bilancio Davide Emanuele e la presidente regionale Lia Azzarone. Parole grosse, tensioni mai sopite e un epilogo che potrebbe avere conseguenze immediate: il Consiglio comunale convocato per venerdì 6 febbraio rischia seriamente di saltare.

L’arte del rinvio e l’allarme Dem

Il clima era già incandescente da tempo. A certificarlo, neppure troppo velatamente, è stato un post social del decano Dem Italo Pontone, che ha evocato il «temporeggiatore» Quinto Fabio Massimo per denunciare l’arte del rinvio come cifra politica di questa fase amministrativa. Un messaggio che suona come un campanello d’allarme, se non come una vera e propria accusa: rimandare le scelte significa spesso renderle inutili. Già lo scorso 18 dicembre il Pd aveva tentato di imprimere una svolta, chiedendo l’apertura di una verifica politica come condizione per restare compatto in aula. Quella seduta doveva essere uno spartiacque, ma alle rassicurazioni non sono seguiti i fatti. Il risultato? Una credibilità messa a rischio per il primo partito della coalizione e una frattura che, col tempo, invece di ricomporsi si è allargata.

Il contagio nel campo largo

Oggi il quadro è cambiato: la «vecchia guardia» Dem, un tempo isolata, appare allineata e compatta. Al contrario, nei Cinquestelle iniziano a emergere malumori legati proprio ai rapporti con la sindaca. Un segnale che il disagio non riguarda più solo un partito, ma l’intero campo largo. La riunione di lunedì ne è stata la fotografia plastica. All’appello mancavano i capigruppo di Pd e M5S, così come Psi e Avs. Presenti solo le forze più vicine alla sindaca.

Lo scontro sul bilancio

Sul tavolo bilancio e opere pubbliche, ma il confronto si è arenato subito: da una parte la richiesta di rinviare, dall’altra l’invito a procedere comunque. Da qui lo scontro, esploso quando a Emanuele sarebbe stato chiesto di «vestire i panni» dell’assessore e non quelli del segretario di partito. Azzarone avrebbe difeso il collega, prima dell’uscita dalla riunione. Al di là dei singoli episodi, resta il dato politico: la maggioranza è in affanno. E quando il clima diventa questo, il rischio non è solo una crisi di nervi, ma una crisi vera.

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