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Wilma De Angelis era già super pop quando il pop doveva ancora arrivare

Wilma De Angelis era già super pop quando il pop doveva ancora arrivare
Wilma De Angelis

Novantasei sono tanti, però, sempre con il sorriso sugli occhi. Wilma De Angelis, cresciuta nello swing all’italiana, comincia la carriera come vocalist di piccole formazioni dell’area milanese. Nel 1956 debuttò al Festival Jazz di Fregene, sbalordì la platea insieme alla Seconda New Orleans Jazz Band (quella più giovane), vinse il titolo di «Reginetta italiana del jazz», successivamente ancora il concorso a Bormio Terme. Alla fine degli anni Cinquanta approda alla musica leggera, dove proprio grazie alle sue esperienze jazzistiche porta una voce a taglio basso, più moderna rispetto a quelle sfoggiate dalla maggior parte delle sue colleghe: graziosa, se un po’ rotondetta, riesce a ritagliarsi in breve tempo un suo spazio.

La reginetta del jazz

Molte case discografiche milanesi prendono autori e compositori. Nel 1959 arriva il botto con «Nessuno» (De Simoni-Capotosti), insieme a Betty Curtis, e toccherà a Mina strappare la prima urlatrice al Festival di Sanremo. Wilma De Angelis e Jula De Palma, più nota ovunque, grazie a due autori notevoli (Testa-Spotti). Il 1960 tocca un binario: con «Quando vien la sera» (Testa-Rossi) la giovane interprete milanese raggiunge il podio con il terzo posto, decisamente effervescente grazie a Joe Sentieri. Gloria Christian, di spessore napoletano grazie a due musicisti (Di Ceglie-Tuminelli), dunque altro piazzamento. Il terzo Sanremo della De Angelis, con una canzone del suo autore Gianni Meccia, non certo finalista: l’Italia cantava «Patatina», ammiccando (Migliacci-Meccia), mentre a casa anche i bambini. Wilma è ormai popolarissima: accetta due brani, ma non fanno mai male. «I colori della felicità» (Sciorilli-Ranzato): il primo è jazzistico, Ranzato proviene dall’operetta. Ancora Lucia Altieri, visto che gli autori vanno per la maggiore (Testoni-Fabor), notevole accoppiata, ma non funziona.

Cinque Sanremo di fila

Il 1963 si apre con l’accoppiata Flo’ Sandon’s e Wilma De Angelis, ma il marito Natalino Otto è diventato discografico e dunque c’è maretta fra le signore.È in gara anche Johnny Dorelli, la loro accoppiata è indiscutibile e il brano è firmato Sciorilli-Calcagno. Si chiude Sanremo per Wilma: cinque edizioni di fila straordinarie. Arrivano però il Festival di Napoli, il Festival di Zurigo e quello di Barcellona. L’onda degli Ottanta precorre il revival, soprattutto televisivo, con il gruppo degli Oldies.

La strada verso tv

Negli ultimi tempi si era conquistata un nuovo ruolo come conduttrice, su Tele Montecarlo: gastronomia, ricette, cuochi, ecc.Carlo Conti, Fiorello, Mara Venier. E così nacquero i suoi format «Complimenti allo chef», «La spesa di Wilma», «A pranzo con Wilma». Grazie a Paolo Limiti, che la voleva sempre, da lì è ripartita la sua carriera. Suo grande amore è stato Willy Brezza, direttore d’orchestra e arrangiatore, spesso a Sanremo con Little Tony.