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La caduta di Pompei – L’EDITORIALE

La caduta di Pompei – L’EDITORIALE

Certo che per fare politica ci vuole un’attitudine speciale. Quella alla pazienza. Bismarck diceva che la politica è l’arte del possibile, ma quando si spinge oltre i limiti del realismo per forzare il cambiamento, diventa l’arte dell’impossibile. Ed è appunto di fronte a questo muro che il presidente della Regione, Antonio Decaro, si trova con i vecchi manager delle Asl.

Dunque, il capo di gabinetto della Giunta, Davide Pellegrino, ha emesso proprio ieri un nuovo provvedimento che blocca assunzioni ed altre operazioni economiche nelle Asl già commissariate. È una specie di gioco del gatto con il topo.

Alcuni manager della vecchia guardia – pronti a lasciare la poltrona a breve – avrebbero comunque programmato assunzioni e altre spese non di poco conto. C’era addirittura chi voleva costruire una mensa faraonica o fare investimenti immobiliari e chi avrebbe suggerito la candidatura a persone vicine certo di ottenere una messe di voti.

Ma cosa si deve fare per chiudere un’epoca? Perché il punto non è solo di aver contribuito ad indebitare i pugliesi che dovranno pagare il deficit della sanità di tasca propria con l’aumento Irpef, senza averne alcuna responsabilità, ma che – incuranti di questo – si voglia continuare a ipotecare il futuro.

Sui social, nei giorni scorsi, dopo l’ennesima aggressione ai sanitari, uno stimato professionista del settore pubblico ha invitato la stampa ad abbassare i toni per evitare reazioni ancora più violente. Ora, c’è tutta la volontà di proteggere i medici che in corsia cercano di salvare vite.

Ma senza voler fare del populismo a basso costo, di alcuni altri che ce ne dobbiamo fare? Con quale criterio si stavano prevedendo nuove spese? Ed erano utili ai pazienti o ai partiti? Non conosciamo come si orienteranno i nuovi (non di zecca) manager della sanità. Possiamo solo sperare che vada meglio, visto il deficit. Ma chi arriva, deve sapere che la pazienza è finita.