La Taranta vince ancora la sua scommessa. Una marea di persone, con i tamburelli al cielo, ha riempito il piazzale davanti all’ex Convento degli Agostiniani per la ventinovesima edizione della Notte della Taranta, confermando la forza di un evento capace ogni anno di richiamare nel cuore della Grecìa Salentina decine di migliaia di spettatori. Una lunga notte di musica, danza e contaminazioni, affidata alla direzione del maestro concertatore Ermal Meta e costruita attorno al Mediterraneo, raccontato come luogo d’incontro, dialogo e pace. A Melpignano circa 160mila persone per una festa che quest’anno ha assunto una dimensione internazionale ancora più marcata, con l’ingresso per la prima volta nel circuito dell’Eurovisione.
La celebrazione
La serata si è aperta con un viaggio nella memoria dell’Italia. Dal 2 giugno 1946, quando per la prima volta le donne parteciparono al voto e il Paese scelse la Repubblica, alla ricostruzione e alle piazze tornate a riempirsi di musica: «Quella che attraversa le generazioni, supera i confini, non ha bisogno di essere tradotta e unisce le persone». Un filo conduttore arrivato fino a Melpignano: «Questa è la Notte della Taranta. Questa siete voi». Dal palco è stato ricordato il valore di quello che è ormai «il festival di musica popolare più importante d’Italia, conosciuto e amato in tutto il mondo». Poi il richiamo al tema dell’edizione: le vie del Mediterraneo, percorse attraverso la musica come linguaggio universale.
«Anch’io sto tremando», ha confessato Ermal Meta salendo sul palco, prima di prendere posto alla guida dell’Orchestra Popolare e dare il via al viaggio musicale con la Pizzica di Cosimino. Il maestro concertatore, artista nato in Albania e cresciuto in Italia, ha fatto incontrare le radici salentine con culture e linguaggi differenti. Con lui Alessandra Amoroso, Levante, Sayf, Maria Mazzotta, la portoghese Gisela João, Giulia Vecchio e Welo. Tradizione e contemporaneità si sono rincorse tra pizziche e canti popolari, da Lu rusciu te lu mare a Santu Paulu, dalla Pizzica di San Vito fino a Kalinifta. Le coreografie di Fredy Franzutti hanno accompagnato il racconto, mentre Ema Stokholma e Aurora Leone hanno condotto la serata, trasmessa in diretta su Rai 3 e oltre i confini nazionali. E mentre la ventinovesima edizione rinnova ancora una volta il rito collettivo della pizzica, lo sguardo è già rivolto al 2027: la Notte della Taranta compirà trent’anni.
