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I cittadini ostaggio della politica

I cittadini ostaggio della politica

C’è un momento in cui la politica dovrebbe fermarsi e chiedersi se il braccio di ferro abbia ancora un senso. Nella Provincia Bat quel momento sembra essere stato superato da tempo.

Da una parte il presidente Lodispoto, deciso a restare al proprio posto senza una maggioranza. Dall’altra un Consiglio che continua a non approvare il bilancio. In mezzo, come sempre, ci sono i cittadini.È questa la vera assurdità della crisi politica che si sta consumando nella Bat: una guerra di posizione che rischia di paralizzare servizi essenziali. Perché mentre la politica litiga sui numeri, sugli equilibri e sulle strategie, le strade provinciali restano dissestate, i settori arrancano e perfino i dirigenti iniziano a guardarsi intorno.

La vicenda assume contorni ancora più paradossali se si considera che l’attuale riforma delle Province ha creato una sorta di limbo istituzionale: il presidente non può essere sfiduciato direttamente dal Consiglio. Così si genera uno scenario quasi kafkiano. Lodispoto non si dimette, i consiglieri non votano il bilancio e l’Ente resta immobile. E la macchina amministrativa rischia di incepparsi definitivamente.

Eppure il bilancio non è un documento astratto. Dietro quei numeri ci sono manutenzioni, scuole, viabilità, sicurezza, programmazione. Ci sono interventi che non possono essere rinviati all’infinito. Governare in dodicesimi significa sopravvivere, non amministrare, e limitarsi all’ordinario quando il territorio avrebbe bisogno di scelte, investimenti e visione.