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Fuoriporta – Lago Salso, l’oasi ferita dal fuoco dove torna il volo di uccelli migratori

Fuoriporta – Lago Salso, l’oasi ferita dal fuoco dove torna il volo di uccelli migratori
(Foto fondoambiente.it)

Le cicogne bianche si distinguono da lontano. Si alzano in volo dai loro enormi nidi alla ricerca di cibo per i piccoli e regalano uno degli spettacoli più affascinanti che si possano osservare nell’Oasi WWF Lago Salso, alle porte di Manfredonia. Sono soltanto una delle oltre 240 specie di uccelli che nidificano o sostano temporaneamente in questa straordinaria zona umida, considerata tra le più importanti dell’Italia meridionale e meta privilegiata per gli appassionati di birdwatching.

L’oasi si estende per oltre mille ettari nella parte più meridionale del Gargano e custodisce un mosaico di canneti, pascoli allagati, lagune e specchi d’acqua che cambia volto con il susseguirsi delle stagioni. Qui trovano rifugio aironi, garzette, cavalieri d’Italia, falchi e numerose specie di anatre, ma anche tartarughe d’acqua dolce, rane, rettili, carpe, pipistrelli, lepri e piccoli mammiferi. La varietà degli habitat rende ogni visita diversa dalla precedente, soprattutto durante i periodi migratori, quando migliaia di uccelli attraversano l’Adriatico e trovano in quest’area un prezioso punto di sosta. Gli appassionati di fotografia naturalistica e birdwatching possono osservare gli animali da appositi punti di avvistamento, mentre il silenzio che avvolge gran parte dell’area contribuisce a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.

I sentieri dell’oasi permettono di immergersi nella natura attraverso percorsi di varia lunghezza, dalle semplici passeggiate alle escursioni di diverse ore. È consigliabile indossare scarpe da trekking e portare con sé protezione solare e repellente per insetti, soprattutto nei mesi più caldi.

Visitare Lago Salso oggi significa anche osservare un territorio che sta cercando di rinascere. Nell’estate del 2025 un vasto incendio ha colpito l’area protetta, distruggendo centinaia di ettari e causando gravi danni alla fauna e ai siti di nidificazione. Una ferita ancora visibile in alcuni punti, che rende però ancora più evidente il valore di questo patrimonio naturalistico e l’importanza della sua tutela. La lenta ricrescita della vegetazione e il ritorno progressivo di molte specie testimoniano la straordinaria capacità della natura di rigenerarsi quando viene protetta e rispettata.

Per soggiornare in zona, a pochi passi dal mare, il Lido Salpi rappresenta una soluzione pratica e accogliente: uno storico campeggio con piazzole ombreggiate e accesso diretto a una lunga spiaggia di sabbia dorata affacciata sull’Adriatico. È il punto di partenza ideale per esplorare il territorio circostante e raggiungere il Parco Archeologico di Siponto.

A pochi chilometri dall’oasi, tra gli scavi archeologici di quella che in epoca romana fu un’importante città portuale e nel Medioevo, sede vescovile, sorge una delle opere d’arte contemporanea più fotografate d’Italia. Realizzata dall’artista Edoardo Tresoldi nel 2016, ricostruisce i volumi dell’antica basilica paleocristiana attraverso una monumentale struttura composta da oltre sette tonnellate di rete metallica zincata. Alta circa quattordici metri, riproduce fedelmente le dimensioni della chiesa originaria, creando un suggestivo effetto di trasparenza che permette di osservare contemporaneamente il presente e il passato. Di giorno la basilica sembra dissolversi nella luce e nel paesaggio circostante; al tramonto e nelle ore serali assume invece un aspetto quasi etereo, trasformandosi in una costruzione immateriale, presenza sospesa tra archeologia, architettura e arte contemporanea.

Natura, mare, archeologia e arte convivono nel raggio di pochi chilometri, rendendo questa parte della Puglia una piacevole scoperta per chi ama viaggiare lontano dalle destinazioni più affollate e cercare luoghi autentici, dove il paesaggio incontaminato coesiste accanto ad installazioni artistiche di eccezionale valore.