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Caro, carissimo Natale – L’EDITORIALE

Caro, carissimo Natale – L’EDITORIALE
(Foto di repertorio)

Puntuale come un orologio svizzero. Arrivano le feste e torna il caro rientro. Cambiano gli anni, cambiano i governi, ma il problema resta sempre lo stesso. E nessuno riesce a trovare una soluzione.

Aerei, treni, autobus. Persino mettersi in macchina è diventato un salasso, tra benzina e pedaggi. Per migliaia di pugliesi che vivono lontano da casa, tornare a Natale significherà affrontare una spesa che può pesare enormemente sul bilancio familiare.

E quest’anno, con il carovita che continua a mettere sotto pressione le famiglie, c’è da temere che in tanti decidano di rinunciare al viaggio.

È una storia che conosciamo a memoria. Le associazioni dei consumatori denunciano i rincari, si invocano interventi, si cercano soluzioni. Poi passano le feste, si spengono i riflettori e tutto viene rinviato alla prossima occasione.

Succede a Pasqua, succede in estate. Ma a Natale fa più male. Perché è la festa della famiglia, degli affetti, di chi aspetta per mesi di riabbracciare un figlio o un nipote che vive a centinaia di chilometri di distanza.

E invece c’è chi sarà costretto a fare i conti e a scegliere tra il desiderio di tornare e la necessità di risparmiare.

Il punto è che non siamo davanti a un’emergenza imprevedibile. Sappiamo già che accadrà di nuovo a Pasqua, la prossima estate e il prossimo Natale.

Possibile che non si riesca mai a intervenire prima che il problema si ripresenti?