Utopia
Parola comunemente qualificata dalle persone di buon senso «idealista» – cioè stupida – da non pronunciare mai in presenza di bambini che potrebbero restarne influenzati.
Virus Utopia
Trasforma i suoi promotori in pericolosi disturbatori degli arretrati status quo sociali da mettere in quarantena.
Italia del 2100
Cronaca di un tracollo demografico già avviato.
Utopia Italia
Ce ne sono due a disposizione delle due donne che si contendono la guida del Paese. Proviamo a proporle.
Salvini avvisato Mezzo salvato? Chissà
Matteo Salvini , vice presidente del Consiglio, probabilmente non è informato del fatto che la popolazione italiana è in discesa precipitosa. Ogni anno la popolazione si riduce di 150-200mila persone. Le proiezioni indicano che l’Italia passerà dagli attuali 58,9 milioni di residenti a circa 54 milioni nel 2050, con una perdita complessiva di quasi 5 milioni di persone in 25 anni. E nell’80 la popolazione sarà di 46 milioni scarsi.
Guardate, nella tabella accanto, quegli estremi, c’è da rimanere scioccati. Ma perché? Le donne italiane non amano più far figli? Si direbbe proprio di no. E al mito della mamma italiana cosa succede?
Stabilità demografica ed economia
Per la stabilità demografica generazionale – tanti decessi quanti neonati – occorre un grado di fertilità di 2,1 figli per donna. Nel 2024 il tasso di fecondità italiano è stato di 1,18 figli per donna — il minimo storico assoluto. Inferiore perfino al precedente record negativo del 1995. L’Italia non raggiunge la soglia di sostituzione generazionale dal 1976. Cinquant’anni di calo ininterrotto. Nel contesto europeo, l’Italia si colloca tra i Paesi a «fertilità estremamente bassa» – sotto 1,3 , quinto peggior paese in UE. A questo si aggiunge il primato negativo dell’età media al primo figlio: 31,9 anni, la più alta dell’intera Unione Europea.
In sintesi: L’Italia perde in media lo 0,3% – 0,4% della sua popolazione ogni anno, un ritmo che rende il declino demografico una delle due sfide economiche e sociali più urgenti per il prossimo decennio. Ma non è tutto.
L’esplosione del carico pensionistico
Il progressivo invecchiamento della popolazione italiana sta ridisegnando in modo radicale i rapporti tra generazioni produttive e non produttive. Entro il 2050, il rapporto tra pensionati e lavoratori attivi raggiungerà la parità di 1 a 1. Il che significa che ogni lavoratore avrà a suo carico non solo sé stesso e la famiglia, ma anche un pensionato.
L’espatrio giovanile: capitale sapere perduto
E qui le cose vanno ancora peggio. La crisi demografica viene aggravata dalla fuga stabile di giovani italiani verso l’estero. Ci sono statistiche terribili. Nel decennio 2013-2022 sembra siano emigrati oltre 350.000 giovani tra i 25 e i 34 anni, di cui più di 132.000 erano laureati. Si stima che il valore del capitale umano perduto tra il 2011 e il 2023 ammonti a 134 miliardi di euro. Questi giovani — formati a spese della collettività— contribuiranno con le proprie tasse e con la propria fecondità al benessere dei Paesi di destinazione.
Se questi sono i problemi in essere è evidente che il «Comune buon senso» non fornisce soluzioni.
Utopia N.1 Immigrazione come asset strategico
La Confindustria farebbe bene a convocare il Vice Presidente e comunicargli che l’immigrazione non è solo problema di ordine pubblico. L’ordine pubblico va realizzato con l’integrazione degli immigrati nel sistema produttivo, che è una necessità fisiologica di sopravvivenza del sistema industriale. Sanchez ha annunciato che nei prossimi giorni mezzo milione di immigrati irregolari verranno legalizzati. Sanchez sa quel che fa. Attrarre e formare flussi migratori qualificati, trasformandoli in forza lavoro attiva contribuisce alla stabilità del sistema previdenziale. Occorre assorbire le immigrazioni non barricarsi all’interno.
Utopia n.2, la tempesta perfetta? No. Puntare sulla Conoscenza
Il viaggio di Trump in Cina ha confermato che la terza guerra mondiale in atto è quella del sapere. In un intelligente libro scritto da Nicola Cosentino, ex rettore della Università di Bari, segnalatomi e chiosato dal suo collega Renzo Liberti, l’Autore trattando di Tecnologia, occupazione e sostenibilità, pone la domanda: è la tempesta perfetta? La risposta fortunatamente è no—se…. La Cina sta tentando con successo di passare da una produzione a basso costo lavoro su cui si è basata l’esplosione del suo PIL a una leadership tecnologica globale in piena occupazione. L’Italia può adeguarsi alla politica cinese? Certo. Come?
- Made in Italy non solo arte ma sapere.
Ogni prodotto «Made in Italy» deve incorporare un’altissima densità di cultura e di innovazione tecnologica. - Infrastrutture del sapere
Tutte le università pubbliche in Germania sono GRATUITE anche per gli extracomunitari. Libri quasi gratis. C’è un contributo semestrale da 200 a 400 euro a semestre che copre i costi amministrativi e l’uso illimitato dei trasporti pubblici locali. L’Italia non solo si deve immediatamente adeguare ma deve andare oltre. Deve potenziare le università rendendole gratuite ma anche integrarle in una rete di sapere on line – Sapere Italia – aperta in maniera gratuita a tutti i cittadini di qualsiasi età, sesso e religione. - Rete di Knowledge Valley
Trasformare i distretti industriali in «valli della conoscenza». Fare dell’Italia un hub tecnologico che non esporta cervelli, ma attira capitali e talenti. Bari deve dare il primo esempio trasformando la Fiera del Levante in un Hub software dal Bangalore e da Shenzhen.
La costituente del sapere
Nè il Governo nè l’opposizione da soli sono in grado di realizzare un cambio di passo di questo tipo. È necessario che su questo tema vivano insieme l’emergenza. Occorre una «Costituente Sapere Italia» che aggreghi diverse forze politiche. Non è necessario, e neppure auspicabile, che le forze politiche contrarie si fondano, è necessario lo facciano su un solo settore, quello dell’emergenza sapere.
E al proposito la stampa nazionale non ha dato adeguato risalto a due fati positivi: l’incontro di Elly Schlein con Obama e la visita di Vance alla Meloni.
Il tempo dell’incontro della Schlein con Obama è stato geniale perché la segretaria PD aveva poco prima partecipato alla mega convention di Sanchez sulla nuova economia. A Barcellona fece un intervento appassionato e denso di contenuti. L’incontro con Obama aggiunge un tassello lucido e visionario di cui bisogna darle atto. La Schlein sta stabilendo la rete di collegamenti giusti per una politica economica alternativa. Le mancano i tasselli orientali ma l’Europa e oltre Atlantico sono passaggi che contano.
Perché mettere in risalto anche la visita del vice Presidente Vance, che cercava di ricucire il rapporto di Trump con il Papa e con la PM? Perché la nostra PM sta tentando in maniera meritoria una operazione complessa e difficilissima nell’interesse del Paese e non solo del suo partito. I giovani sono radicalmente contro Trump e sono disgustati da Netanyahu per la guerra dell’Iran e per lo sterminio dei Palestinesi -ma anche gli adulti se ne stanno allontanando e lei rischia una disfatta elettorale senza precedenti se non prende le distanze. E qui bisogna darle atte che con logica difficoltà lo sta facendo da Trump.
Eni Sapere è il pilastro con l’Africa dell’utopia Italia
Perché funzioni il Piano Mattei, che la nostra PM dichiara di voler perseguire, è necessario trasformarlo in un interscambio energetico. Il Piano Mattei deve diventare non solo approvvigionamento di oro nero per noi, ma deve arricchire a sua volta l’Africa di pozzi e oleodotti per la nuova energia del XXI secolo in cui l’Italia fornisce energia grigia: il sapere. Pozzi petrliferi, in interscambio con pozzi sapere. È in questo interscambio il revival del genio Mattei che nessun paese, neanche la Cina, sta tentando. Si noti che in quello stesso fine di secolo che vede il crollo demografico italiano, la popolazione africane esplode a olre 2 miliardi di individui. Come gestire questo aumento vertiinoso di popolazione? Il bene indispensabile per l’Africa perché questa esplosione demografica non si trasformi in caos e disordine, è l’istruzione, che però non può essere affrontato con procedure classiche, ma solo con la tecnologia del sapere. È un po’ come il telefono che per l’Africa ha saltato il passaggio dell’analogico ed è diventato digitale. Il Sapere deve compiee lo stesso balzo. L’Africa è a distanze abissali in queto terreno. Peggio persino dell’Europa che parla di produrre armi che sono già oboslete prima di nascere per via del ciclone Intelligenza artificiale al quale non partecipa. Salvini, pensaci. È qui che l’Italia deve costruire il ponte importante. Proponni ai paesi africani, le infrastrtture sapere come propulsori degli accordi del petrolio.
Utopia n. 2. Una scelta politica, divergenti su tutti i terreni, ma alleate per l’emergenza sapere
Giorgia, batti un colpo, anzi due. Comincia con chiedere all’ISTAT di calcolare il PIL Sapere Italia. Quanto sapere viene prodotto, come circola. È questa la vera ricchezza moderna dell’Italia. Tu puoi chiedere che l’ISTAT lo calcoli. Da solo non sono riuscito a convincerli, ma tu puoi chiederlo come obbligo. E per completare l’opera poi fai costituire all’ENI la società ENI Sapere,il vero ponte per l’Africa.
Elly, sostieni con forza queste iniziative. Utopia Italia n.2 è necessaria per salvare le nostre generazioni future. Utopia Italia ha bisogno di tutte e due.
