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Il valore reale degli incentivi per l’innovazione, così i finanziamenti pubblici riducono il rischio e trasformano la ricerca in crescita duratura

Le amministrazioni contribuiscono alla crescita dell’intero sistema produttivo, mettendo a disposizione capitali più pazienti e liquidità

Il valore reale degli incentivi per l’innovazione, così i finanziamenti pubblici riducono il rischio e trasformano la ricerca in crescita duratura
(Foto di repertorio)

L’innovazione è uno dei principali fattori di crescita e di competitività per le imprese, soprattutto in un mercato sempre più saturo e occupato da concorrenti aggressivi. Tuttavia, l’innovazione necessita di considerevoli investimenti, che spesso precedono di molto la generazione di ricavi; infatti, le attività di ricerca e sviluppo comportano per le imprese costi significativi, che non garantiscono risultati prevedibili. Come fare, allora, per stimolare le imprese a investire in ricerca e sviluppo e al contempo mitigare il rischio connesso a tale attività?

Una risposta efficace a questa domanda è rappresentata dai programmi di finanziamento pubblico promossi a livello nazionale e locale, che consentono alle imprese di affrontare investimenti che, diversamente, rischierebbero di essere rinviati o non effettuati.

Attraverso il ricorso a tali strumenti, le amministrazioni contribuiscono alla crescita dell’intero sistema produttivo, mettendo a disposizione del sistema stesso capitali più pazienti e liquidità utile a generare creazione di valore.

Le attività di ricerca e sviluppo svolte dalle imprese sono fondamentali per la salute dell’intero sistema produttivo, in quanto generano valore diffuso attraverso la circolazione delle conoscenze, il trasferimento tecnologico, lo sviluppo di competenze professionali specialistiche e la generazione di nuove opportunità economiche.

La piena giustificazione dell’intervento pubblico si trova proprio nella necessità di sostenere investimenti ad alto o moderato rischio, i cui potenziali effetti positivi si estendono oltre i confini della singola impresa.

Gli strumenti disponibili sono numerosi e rispondono a esigenze differenti: contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, garanzie pubbliche e incentivi fiscali permettono di intervenire nelle diverse fasi della vita aziendale, supportando i beneficiari dal momento della costituzione di una nuova impresa fino alla realizzazione di programmi di ricerca industriale complessi e che coinvolgono più soggetti.

L’efficacia degli strumenti di finanziamento pubblico, tuttavia, è strettamente connessa alla loro integrazione in strategie di sviluppo complesse e coerenti, nelle quali la sostenibilità economica degli investimenti sia ragionevolmente garantita dalle prospettive economiche dell’investimento e non dalla disponibilità di capitali pazienti.

In questo contesto, le misure destinate alla nascita di nuove imprese assumono un’importanza cruciale, in quanto l’avvio di un’impresa comporta difficoltà di accesso al credito, limitata disponibilità di capitali e incertezza sulle prospettive commerciali.

Ma il finanziamento pubblico ha un ruolo altrettanto rilevante per le imprese già operative, soprattutto quando si intende sviluppare nuovi prodotti, migliorare i processi produttivi o investire in tecnologie avanzate.

Strumenti come Smart&Start Italia, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, Resto al Sud 2.0, Brevetti + e – con riguardo al contesto pugliese – NIDI e TecnoNIDI si iscrivono proprio in una strategia orientata a sostenere, secondo le rispettive finalità di ciascuna misura, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell’innovazione e la realizzazione di investimenti produttivi, sostenendo progetti valutati come idonei a generare sviluppo economico e occupazione.

La disponibilità di agevolazioni, infatti, non garantisce automaticamente il buon esito degli investimenti finanziati: la partecipazione a un bando, e quindi l’assegnazione di fondi pubblici, richiede un’attenta valutazione circa la fattibilità tecnica ed economica del progetto che tenga conto della capacità finanziaria dell’impresa proponente e delle condizioni previste per l’accesso ai benefici, nonché della tempistica di erogazione dei contributi, della liquidità disponibile e degli obblighi di rendicontazione.

Per questa ragione, una corretta strategia di accesso alla finanza agevolata dovrebbe partire dall’individuazione delle reali esigenze di sviluppo delle imprese e solo successivamente dalla ricerca degli strumenti pubblici più appropriati a soddisfare tali esigenze. Costruire un investimento solo per ottenere un contributo rischia, infatti, di produrre iniziative prive di una solida prospettiva economica, mentre utilizzare consapevolmente le opportunità disponibili può consentire di accelerare progetti capaci di generare valore anche dopo la conclusione del sostegno pubblico.

La sfida per il sistema economico italiano è dunque quella di trasformare le risorse pubbliche in un effettivo moltiplicatore degli investimenti privati, favorendo la nascita di nuove imprese, la diffusione dell’innovazione e lo sviluppo di occupazione qualificata.