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Carry back, un’iniezione per le imprese di “liquidità fiscale”

Carry back, letteralmente tradotto dall’inglese significa “portare indietro”. L’Italia attualmente consente in caso di perdite la mera compensazione delle stesse con gli (eventuali) utili degli esercizi futuri (cosiddetta loss carry forward), permettendo in questa maniera alle imprese di ottenere negli esercizi a venire la riduzione del debito d'imposta. Il carry back delle perdite agisce in…
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Carry back, letteralmente tradotto dall’inglese significa “portare indietro”.
L’Italia attualmente consente in caso di perdite la mera compensazione delle stesse con gli (eventuali) utili degli esercizi futuri (cosiddetta loss carry forward), permettendo in questa maniera alle imprese di ottenere negli esercizi a venire la riduzione del debito d’imposta.

Il carry back delle perdite agisce in maniera esattamente opposta rispetto all’attuale sistema. Dal punto di vista operativo infatti, mentre il riporto in avanti delle perdite consente di conseguire un risparmio di imposte quando le imprese producono degli utili, il “riporto all’indietro” delle perdite comporta un rimborso o un credito delle imposte pagate negli esercizi precedenti in utile e rappresenta per le imprese una misura che favorisce un forte ed immediato sostegno finanziario in termini di iniezione di liquidità.
Dal punto di vista del gettito fiscale questa leva non peserebbe eccessivamente sui conti pubblici, trattandosi di minor gettito comunque da sostenere negli esercizi futuri; in sostanza può assimilarsi ad una sorta di acconto sulle imposte corrisposto dall’Erario stesso e va a premiare le imprese che sono rimaste attive e che torneranno, si spera, a produrre utili. Il costo di tali misure sarebbe infatti una mera questione di tempistica, ma le imprese otterrebbero liquidità immediatamente e quando ne hanno più urgentemente bisogno, senza così dover attendere di produrre utili per utilizzare le loro perdite.
Molti paesi europei, a fronte della crisi economica che ha colpito le imprese per effetto della pandemia Sars Cov-2, hanno introdotto questa misura quale supporto immediato in termini di liquidità e strumento di politica fiscale per sostenere l’economia e facilitarne la ripresa. Il riporto delle perdite a esercizi precedenti ha il vantaggio peraltro di supportare solo le imprese che realizzavano utili negli esercizi precedenti la pandemia, il che significa che tale misura agevolativa andrebbe in linea di massima a sostegno delle imprese “sane” che si trovano in difficoltà a causa della pandemia e non alle imprese che risultano in crisi per ragioni non correlate alla crisi pandemica ed economica del momento. Paolo Gentiloni commissario per gli affari economici già nel maggio del 2021, ha firmato una raccomandazione della Commissione europea (2021/801), nella quale invitava gli Stati Ue all’utilizzo del carry back delle perdite da applicarsi agli esercizi fiscali 2020 e 2021 per aiutare le imprese durante la crisi della Covid 19; si tratta di un importante strumento di politica fiscale, che supporterebbe finanziariamente le piccole e medie imprese (Pmi), le quali hanno grandemente patito gli effetti economici negativi causati dalle misure restrittive adottate per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Oggi, anche alla luce degli ultimi accadimenti geopolitici che stanno minando la stabilità dei sistemi economici, ci si auspica che questo strumento di politica fiscale possa essere introdotto anche nel nostro Paese e che esso possa costituire una reale leva finanziaria per immettere rapidamente liquidità nelle Pmi.
* Presidente Odcec Brindisi

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