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Sanremo, il sindaco Leccese: «Orgoglioso di Serena Brancale ed Ermal Meta. Deluso per il mancato podio»

Il Festival di Sanremo ha chiuso i battenti e, come da tradizione, il day-after è il momento dei bilanci e delle reazioni. A prendere la parola, all'indomani della finalissima all'Ariston, è il sindaco di Bari, Vito Leccese, che esprime un mix di fierezza cittadina e amarezza per l'esito della classifica finale che ha visto sfumare…
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foto LaPresse

Il Festival di Sanremo ha chiuso i battenti e, come da tradizione, il day-after è il momento dei bilanci e delle reazioni. A prendere la parola, all’indomani della finalissima all’Ariston, è il sindaco di Bari, Vito Leccese, che esprime un mix di fierezza cittadina e amarezza per l’esito della classifica finale che ha visto sfumare le posizioni di vertice per i due beniamini di casa, Ermal Meta e Serena Brancale.

«Non posso nascondere la delusione per il mancato podio – ha dichiarato a caldo il primo cittadino –, ma non posso che essere profondamente orgoglioso per ciò che gli artisti baresi hanno portato su uno dei palchi più prestigiosi della storia della musica italiana».

L’omaggio a Ermal Meta e il peso del messaggio sociale

Nelle parole del sindaco c’è un forte tributo a Ermal Meta, in gara con il brano “Stella Stellina”. Una canzone dal forte impatto civile, che ha raccontato in poesia la vita spezzata di una bambina palestinese. «Il verso ‘Tra muri e mare non posso restare’ esprime perfettamente la brutalità del nostro tempo», ha commentato Leccese, ricordando come l’artista abbia ritirato il Premio People&Planet Lab – Canzone Sostenibile dedicandolo a tutti i bambini silenziati dalla guerra. Il sindaco ha inoltre tracciato un parallelismo pungente con il passato recente della kermesse: «Tutto questo è avvenuto sullo stesso palco che si era indignato quando Ghali aveva “osato” dire Stop al genocidio».

La raffinatezza di Serena Brancale

L’elogio del primo cittadino si è poi spostato sulla cantautrice barese Serena Brancale (che si è esibita affiancata dalla professionalità della sorella Nicole Brancale). Pur non avendo raggiunto la Top 3, la sua performance ha lasciato il segno: «Quel podio prestigioso lo meritava anche la sua arte raffinata – ha concluso Leccese –. Serena ha reso musica emozioni profonde e intense, raccontando sentimenti autentici e la forza dei legami che ci accompagnano anche nelle mancanze. La sua è la storia di tutti noi, della capacità necessaria di trasformare i vuoti incolmabili in spiritualità».

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