Non solo una vetrina per mostrare agli operatori italiani e internazionali il teatro e la danza prodotti in Puglia, ma un banco di prova politico per capire se il Sud può presentarsi come sistema culturale unitario. È questa la traiettoria emersa ieri mattina a Fasano, nell’incontro Visioni dal Sud: Cultura, Comunità e Connessioni, che ha chiuso «Puglia Showcase 2026», la manifestazione ideata da Puglia Culture e promossa dalla Regione Puglia, iniziata il 1° luglio. Nella Biblioteca di Comunità «Ignazio Ciaia» si sono ritrovati rappresentanti del Ministero della Cultura, assessori regionali del Mezzogiorno, amministratori locali, operatori dello spettacolo e istituzioni nazionali, chiamati a confrontarsi su una questione che attraversa l’intero settore: come trasformare le esperienze dei singoli territori in una strategia comune, capace di garantire continuità, risorse e maggiore forza sui mercati culturali.
Il laboratorio del Sud
Ad aprire il confronto sono stati, con contributi video, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, il direttore generale della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura Antonio Parente e il sottosegretario alla Cultura Pietro Cannella. L’incontro, introdotto dall’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta, è stato moderato dal segretario generale dell’Agis Domenico Barbuto. Decaro ha definito il confronto di Fasano «non un semplice incontro istituzionale, ma l’occasione per dare vita a un vero laboratorio politico, costruire alleanze e rafforzare una visione condivisa dello sviluppo culturale del Sud». Per il presidente pugliese, «il Mezzogiorno ha conquistato un protagonismo culturale che va riconosciuto e rafforzato. La Puglia c’è, il Sud c’è e vuole contribuire da protagonista alla costruzione delle politiche culturali del nostro Paese».
La cultura stabile
Silvia Miglietta ha insistito sul valore di «Puglia Showcase» come luogo di verifica e rilancio delle politiche culturali regionali. «In questi giorni – ha detto – “Puglia Showcase” ci ha dato la prova concreta che la visione delle politiche culturali costruita in Puglia negli anni ha conquistato credibilità e autorevolezza anche oltre i confini regionali». Al centro, però, resta una distinzione decisiva: cultura e turismo non coincidono. «L’attrattività dei territori è importante – ha sottolineato Miglietta – ma è altra cosa rispetto al diritto delle cittadine e dei cittadini ad avere un’offerta culturale stabile e di qualità». Per questo servono risorse certe, continuità, sostegno agli operatori e programmazione.
Una rete meridiana
È in questa prospettiva che Paolo Ponzio, presidente di Puglia Culture, ha rilanciato l’idea di uno «Showcase Meridiano», citando Franco Cassano, un progetto condiviso tra le Regioni del Sud, capace di mettere in rete il patrimonio creativo e produttivo del Mezzogiorno e di presentarlo con una voce unitaria. «Puglia Showcase – ha affermato – non è semplicemente un cartellone di spettacoli, ma la rappresentazione di una strategia regionale che punta a generare sviluppo economico, occupazione e relazioni internazionali attraverso la cultura». Sulla stessa linea il direttore di Puglia Culture Sante Levante: «La cultura è un’industria e dobbiamo avere il coraggio di dirlo con chiarezza. È un settore che crea valore, occupazione e sviluppo». Ma proprio per questo ha bisogno di un sostegno pubblico «attento, lungimirante e intelligente».
Le Regioni a confronto
Al tavolo hanno preso parte le assessore e gli assessori regionali alla Cultura Onofrio Cutaia per la Campania, Eulalia Micheli per la Calabria, Laura Mongiello per la Basilicata, Ilaria Portas per la Sardegna e Roberto Santangelo per l’Abruzzo. Barbuto ha definito «Visioni dal Sud» «uno spazio privilegiato di dialogo e progettazione» e una grande occasione per immaginare «un sistema integrato di sviluppo a base culturale». Dal confronto è emersa la necessità di aggiornare il quadro normativo dello spettacolo dal vivo, costruire programmazioni triennali, stabilizzare le progettualità e valorizzare le buone pratiche già presenti nei territori. Il punto comune è stato il riconoscimento della cultura come parte strutturale delle politiche pubbliche, non come ambito accessorio. Dagli amministratori locali è arrivata la stessa richiesta di continuità: portare lo spettacolo dal vivo nelle periferie, garantire strumenti stabili, investire sulla cultura come diritto alla bellezza.
La sfida ambiziosa
L’idea lanciata da Fasano nelle conclusioni dell’incontro va oltre i quattro giorni di «Puglia Showcase». L’ipotesi è trasformare una manifestazione già riconosciuta dagli operatori in una piattaforma meridionale più ampia, itinerante e condivisa, capace di unire produzione artistica, politiche pubbliche e cooperazione internazionale. Perché se il Sud vuole davvero parlare con una voce più forte, la cultura può diventare il luogo in cui supera la sua dimensione, talvolta percepita come accessoria e marginale, per organizzarsi come sistema.
