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Omicidio Sako a Taranto, il 22enne si difende davanti al gip: «Nessuna aggressione, sono arrivato dopo»

Omicidio Sako a Taranto, il 22enne si difende davanti al gip: «Nessuna aggressione, sono arrivato dopo»

«Non ho partecipato ad alcuna aggressione». Si difende così Cosimo Colucci, detto “Mimmo”, il 22enne tarantino arrestato per ultimo con l’accusa di aver fatto parte del “branco” che all’alba del 9 maggio scorso ha teso l’agguato mortale al bracciante maliano Bakari Sako.

Comparso davanti al Gip del Tribunale di Taranto, Gabriele Antonaci, per l’udienza di convalida del fermo, il giovane ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti, ma ha voluto rilasciare brevi dichiarazioni spontanee. Assistito dall’avvocato Pasquale Blasi, Colucci ha respinto ogni addebito, sostenendo di essere totalmente estraneo al pestaggio e di essere giunto sul luogo del delitto solo in un secondo momento, a cose già fatte. Al termine dell’udienza, il giudice si è riservato la decisione sulla misura cautelare.

Le prove in mano agli inquirenti

La versione del 22enne contrasta però con il fitto quadro indiziario raccolto dalla Squadra Mobile. Gli investigatori sostengono infatti di averlo identificato «senza ombra di dubbio» incrociando i tratti somatici e l’abbigliamento con i filmati delle telecamere di sicurezza di un hotel e di un bar della zona.

A incastrarlo, inoltre, ci sono ben due intercettazioni ambientali captate negli uffici della Questura. La prima riguarda un testimone che, parlando con la sorella di uno dei minorenni fermati, faceva notare come tra le foto mostrate dalla polizia mancasse proprio quella di “Mimmo”. La seconda intercettazione ha invece inguaiato il titolare del bar di piazza Fontana – dove Sako aveva cercato l’ultimo disperato riparo – ora iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento: l’esercente aveva negato di conoscere Colucci, ma è stato smentito dai microfoni nascosti mentre ammetteva il contrario.

Con l’udienza odierna si chiude il primo cerchio sui sei presunti componenti del gruppo accusati di omicidio volontario: i quattro minorenni (già destinatari di custodia cautelare in istituto penale), il 20enne Fabio Sale (ristretto in carcere) e, appunto, Cosimo Colucci, la cui sorte giudiziaria immediata è ora nelle mani del Gip.