Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense. Il portavoce del comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari, ha dichiarato che il controllo dello Stretto di Hormuz torna alla situazione precedente e sarà rigorosamente esercitato dalle forze armate iraniane.
«La decisione dell’Iran è dovuta alla mancanza di impegno da parte degli Stati Uniti e al loro cosiddetto blocco, che è pirateria e rapina», ha aggiunto. «Abbiamo acconsentito in buona fede al passaggio di alcune navi mercantili e petroliere attraverso lo Stretto, ma ora l’Iran continuerà a controllare la via navigabile finché gli Stati Uniti non porranno fine al blocco e le navi non potranno circolare liberamente da e verso l’Iran», ha affermato, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars.
Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L’impatto non è stato immediatamente chiaro.
Oggi l’Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall’accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un «primo grande movimento» di navi da inizio guerra.
Pasdaran, «Iran mantiene il controllo su Hormuz se gli Usa non interrompono il blocco»
«Lo Stretto di Hormuz rimarrà sotto il controllo iraniano se gli Stati Uniti non garantiranno la piena libertà di navigazione per le navi in viaggio da e verso l’Iran». Lo dichiara il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, come riportato da Haaretz.
Inoltre l’Iran non avrebbe per ora acconsentito a tenere un nuovo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti, il primo dei quali si è tenuto a Islamabad la scorsa settimana, «a causa dell’annuncio del presidente Donald Trump sul blocco marittimo statunitense e delle richieste eccessive avanzate dagli americani, sia durante i recenti colloqui che nei loro messaggi all’Iran», secondo l’agenzia Tasnim, affiliata alla Guardia Rivoluzionaria, citando «le rispettive organizzazioni».










