Scatta lo sgombero per un’altra casa popolare occupata abusivamente nel quartiere Japigia a Bari. Questa volta è toccato all’appartamento in cui vive la famiglia del 36enne Umberto Lafirenze, ritenuto vicino al clan Palermiti.
L’Agenzia regionale per la casa e l’abitare (Arca Puglia), riferisce che lo sgombero è avvenuto stamattina in una palazzina di via Guglielmo Appulo, al civico 43. Vi abitava, senza averne titoli, la famiglia di Lafirenze.
Lo sgombero è stato disposto dalla Procura di Bari che ha anche disposto il sequestro dell’abitazione.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine con i vigili del fuoco per eseguire il provvedimento.
Chi è Umberto Lafirenze
Secondo gli investigatori, la casa di proprietà di Arca Puglia sarebbe stata occupata abusivamente almeno dal 2012, quando morì il legittimo assegnatario della casa, nonno di Lafirenze.
Nell’appartamento c’erano la moglie dell’uomo defunto e due suoi nipoti, ma non Umberto Lafirenze che è attualmente detenuto.
Gli occupanti, come ricostruito, avrebbero chiesto formalmente il subentro nell’alloggio, negato dall’Arca nel gennaio 2017. L’Arca, inoltre, avrebbe notificato un decreto di rilascio nel 2025 e un preavviso di rilascio nel febbraio 2026, tutti provvedimenti a cui non fu dato seguito.
La famiglia avrebbe accumulato debiti con l’Arca per circa 50mila euro nel corso degli anni.
Lafirenze, secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, sarebbe stato un uomo di spicco del clan Palermiti del quartiere Japigia, e protagonista della “guerra di mafia” con il gruppo capeggiato da Antonio Busco avvenuta nel quartiere nel 2017, nell’ambito della quale furono commessi tre omicidi. Ma
Lafirenze è anche coinvolto in due filoni processuali nati dall’inchiesta “Codice interno”, che riguardò sia le attività del clan mafioso Parisi-Palermiti sul quartiere che il presunto scambio elettorale politico-mafioso per le amministrative baresi del 2019. Quanto al primo filone, Lafirenze è stato condannato
in abbreviato a 17 anni e sei mesi di reclusione; quanto al secondo, invece, Lafirenze è stato condannato (sempre in abbreviato) a 10 anni e 8 mesi.









